Niente stipendio da cinque mesi, lavoratori Alba Service davanti alla Prefettura per tutta la notte

Si sono ritrovati da questo pomeriggio e il loro sit-in andrà avanti per tutta la notte perchè da troppi mesi non ricevono il loro stipendio. Si tratta dei lavoratori di Alba Service, la società partecipata della Provincia in piena crisi economica. A farne le spese 130 famiglie.

Non ne possono più i lavoratori dell’azienda Alba Service che, con ben cinque mesi di stipendi arretrati, si sono ritrovati in queste ore nei pressi della Prefettura di Lecce, in via XXV Luglio, dove hanno messo in atto un sit-in di protesta che si prolungherà per tutta la notte. Obiettivo? Quello di un incontro immediato, alle prime ore della giornata di domani, con il Prefetto Claudio Palomba per sottoprre alla sua attenzione, ancora una volta, la precaria condizione con cui hanno a che fare da tanto, troppo tempo. Si tratta di centotrenta lavoratori, messi alle corde dall'impresa e che adesso sono sull’orlo dell’esasperazione. Ecco perché hanno improvvisato questa sera la manifestazione di protesta, sotto le bandiere delle sigle sindacali Cobas e Fiscascat Cisl provinciale di Lecce.

‘Ci sono cinque mesi di stipendio di arretrato, in pratica mezzo anno di lavoro senza vedere un euro – spiegano sull'orlo della disperazione – i lavoratori confluiti all'entrata del "Palazzo del Governo" della "Capitale del Barocco". Qualche giorno fa ci hanno recapitato 300 euro di acconto, nella speranza di "tenerci buoni", ma con tutto il denaro che ci spetta siamo riusciti a malapena a pagare una bolletta e ora siamo nuovamente alla canna del gas’.

‘La situazione non è più sostenibile – chiosa Alessandro Monosi di Fisascat Lecce. Il Prefetto, a dir la verità, pare aver preso a cuore la nostra vicenda, ma il sostegno manca da parte delle altre istituzioni che hanno nelle loro mani il nostro futuro’.

Alba Service è in queste settimane sottoposta ad una procedura di liquidazione presso la Camera di Commercio del capoluogo salentino e che condurrà l’impresa da SpA a Srl. ‘In questo modo – commenta Giuseppe Mancarella, segretario provinciale Cobas Lecce – sperano di proporci dei contratti di solidarietà, ma non hanno capito che non siamo disposti a negoziare con chi, da mesi, ci prende in giro. Non siamo disposti a rinunciare nemmeno a un’ora del nostro lavoro e del nostro stipendio’.

Le proteste vanno avanti da mesi, ma ancora nulla è cambiato. ‘Ci sono 130 famiglie che dipendono dal futuro di questa azienda e non possiamo far venir meno le nostre esigenze – prosegue. La Riforma Delrio ha attinto a piene mani dalle risorse degli enti locali, ma iniziassero i politici decurtare i loro stipendi. Altrimenti – attacca – se Antonio Gabellone non è in grado di risolvere la questione, non faccia altro che consegnare le chiavi della Provincia al Prefetto’.



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