“Una volta le donne finivano nella prostituzione, oggi sono renziane”. Prof offende Teresa Bellanova

La viceministra ha risposto sui social al tweet offensivo di Massimo Minelli, docente dell’Università di Jena che l’avrebbe accusata, come scritto nel post, di essere una “prostituta della politica”

Teresa Bellanova oggetto di insulti sessisti da parte di un docente italiano all’università di Jena, in Germania, il professor Massimo Minelli. La viceministra salentina alle Infrastrutture del Governo Draghi non ci sta e con lo spirito battagliero che tutti le riconoscono affida ad un post su facebook la replica risentita.

“Una volta le donne in difficoltà finivano nella prostituzione. Oggi fanno scelte anche più umilianti: diventano renziane”, queste le parole del docente universitario che appaiono di inaudita gravità oltre che di pessimo gusto.

Ognuno è libero di pensarla come vuole su Matteo Renzi (che certamente non vive in Italia un momento di grande popolarità), sul partito da lui fondato e sulla classe politica che lo accompagna. Ma un conto è la critica anche spigolosa, ben altro sono le offese sessiste e volgari rivolte alle donne di Italia Viva dalle quali dovrebbero tutti prendere le distanze se davvero si vuole cambiare mentalità e migliorare la società in cui viviamo.
Il caso sembra fare il paio con quello che ha riguardato un’altra donna italiana impegnata in politica, Giorgia Meloni, anch’essa offesa pesantemente da un docente universitario, Giovanni Gozzini, che l’aveva elegantemente appellata ‘vacca e scrofa’.

Insomma un cortocircuito tutto italiano che coinvolge due docenti universitari – che dovrebbero insegnare la cultura e il rispetto dell’altro e due politiche non propriamente allineate al politically correct.

‘Al signor Minelli – e a tutti coloro che in questi giorni stanno riversando insulti e violenza verbale sui nostri iscritti, in una campagna d’odio che ha pochi precedenti nella storia del nostro Paese – auguro davvero di comprendere, un giorno, la forza e l’autonomia di queste donne che rifiutano la logica della sottomissione e con coraggio scelgono, libere’.

Teresa Bellanova
Teresa Bellanova

Così ha concluso il suo post appassionato la Bellanova che non ci sta a passare per una persona priva di pensiero critico incapace di resistere al plagio del suo segretario di partito che – senza alcun rispetto per la sua volontà e i suoi valori politici – prima l’avrebbe fatta dimettere da Ministro dell’Agricoltura del Governo Conte per innescare la crisi e poi l’avrebbe ‘piazzata’ nel governo nato dalle ceneri della maggioranza giallorossa.

‘Accusate di essere prostitute della politica’, l’amarezza del viceministro

‘Ci accusa, insomma, a noi donne riformiste, – prosegue Teresa Bellanova – di essere prostitute della politica, incapaci di pensiero critico e assoggettate all’uomo di turno. Forse, penserà lui, in risposta al bisogno atavico tutto femminile di sottomettersi per sopravvivere. Perché è evidente che nel discorso pubblico di questo Paese, la parola sottomissione è donna. L’uomo politico può essere accusato di ligia fedeltà al capo, ma non è mai sottomesso, incapace di compiere scelte in autonomia. E frasi così ignobili mai Massimo Minnelli avrebbe saputo e voluto declinarle al maschile. Al contrario le donne, ogni volta che compiono scelte lontane dal sentire comune, ogni volta che hanno il coraggio di seguire ciò in cui credono, saranno sempre plagiate, devote, servili. Stereotipi da rovesciare, riaffermando ogni giorno con orgoglio la nostra autonomia. Noi non siamo “renziane”, donne sottomesse a un capo a prescindere da ogni valutazione e riflessione personale. Non ne abbiamo bisogno’.

Il tutto a pochi giorni dalla Festa della Donna, una ricorrenza che corre il rischio di trasformarsi in un vuoto rituale fatto solo di retorica se non si mettono al bando comportamenti sessisti che proprio contro le donne trovano il loro facile bersaglio. Nel frattempo si resta in attesa di capire come valuteranno la vicenda gli altri partiti e le donne iscritte e militanti negli altri movimenti. Si aspetta di comprendere se ci sarà la solita vuota solidarietà, prese di posizione nette e condivise o peggio ancora il silenzio più assoluto.

La solidarietà della Cisl di Lecce

Ada Chirizzi

Netta presa di posizione di Ada Chirizzi, segretario generale della Cisl di Lecce. «Esprimo la mia più partecipata solidarietà alla viceministra Teresa Bellanova, oggetto di quotidiane offese sessiste. A pochi giorni dall’8 Marzo, quando ci vestiremo tutti dell’abito buono della retorica impugnando coreograficamente qualche piccolo stelo di mimosa, viene da dire che siamo ancora davvero troppo lontani da valori quali il rispetto, le pari opportunità, l’emancipazione delle donne se ancora oggi si ricorre a certi stereotipi volgari e a certe offese inqualificabili per denigrare tutte le donne e ancor di più quelle che si impegnano nella vita pubblica».

 



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