Aumenta la Tari e tuona l’opposizione. “Salvemini fa i conti con la sua incapacità. Prudente con i soldi dei cittadini”

Si è svolta questa mattina a “Palazzo Carafa” la conferenza stampa dei gruppi di minoranza, relativa all’aumento del tributo. Il carico fiscale è passato dai quasi 24milioni dello scorso anno ai 28milioni e 550mila di oggi. Tra i motivi addotti dall’Amministrazione anche i contenziosi aperti.

“Un aumento del tutto ingiustificato. Il Sindaco ritiene di dover chiedere ai cittadini oltre quattro milioni in più sulla Tari su questioni che sono tutte da verificare”.

Con queste parole il leader dell’opposizione di centrodestra a “Palazzo Carafa”, Paolo Perrone, commenta l’aumento della tassa sui rifiuti che i leccesi si sono visti recapitare all’interno della busta contenente i bollettini di pagamento.

Il carico fiscale del tributo comunale è passato dai 23milioni e 950mila euro del 2017 ai 28 milioni e 500mila del 2018, con un aumento di ben 4milioni 550mila euro, una plusvalenza che va dal 15 al 20% per ogni cittadino.

“Motivazioni in larga parte riconducibili a scelte che ci hanno preceduto, rispetto alle quali ci siamo assunti la responsabilità di intraprendere un percorso nuovo”, ha affermato il Primo Cittadino. Scelte assai discutibili, invece, per il centrodestra del Palazzo di Città.

Le cause dell’aumento

Tra i motivi che hanno portato all’accrescimento, 160mila euro di costi straordinari del servizio che sarebbero dovuti essere considerati nella bolletta 2017, anche se, i consiglieri di opposizione obiettano il fatto che essendo, appunto, straordinari e non immediatamente ripetibili sono richiesti anche per il 2019 e 2020.

Un’atra causa, del valore di 1,5mioni, sarebbe riconducibile all’ampliamento del perimetro del capitolato, in poche parole l’allargamento delle aree da servire.

Qui arriva la seconda obiezione: come si è proceduto al conteggio della cifra? Visto che non esiste alcuna traccia documentale. In base a cosa è maturata la somma? E soprattutto, prendendo per buono il conteggio, perché il Sindaco che non dovrebbe riuscire ad affidare i servizi aggiuntivi prima della fine di giugno, chiede l’intero emolumento e non la metà?

Infine, il capitolo contenziosi. Due quelli aperti: il primo con la Società Ambiente&Sviluppo relativo alla revisione dei prezzi per l’attività di biostabilizzazione; l’altro sul costo del conferimento all’impianto del Cdr.

“Salvemini considera questi contenziosi già persi in partenza, mentre, se adeguatamente seguiti – prosegue Perrone – probabilmente l’Amministrazione potrebbe essere messa al riparo dal dover pagare risarcimenti. Il Sindaco, forse, fa i conti con la propria incapacità e si rende conto che non sarà in grado di difendere il comune di Lecce per come merita”.

“Questo comportamento del primo cittadino metterebbe alla luce un suo senso di sicurezza e responsabilità? È facile essere prudenti e responsabili quando a pagare sono i cittadini. Sarei responsabile se dovessi utilizzare mie risorse, se dovessi essere io ad assumermi il costo di questa prudenza e di questa responsabilità. Secondo me non è assolutamente così perché nel caso dell’aumento della Tari, si tratta di irresponsabilità, perché in una fase storica in cui nelle famiglie e nelle aziende non ci sono molte risorse, se ne cercano ulteriori per sostenere una situazione ambientale che negli ultimi mesi, da quando Salvemini siede sulla poltrona di Sindaco è andata peggiorando. Questo non lo dice Paolo Perronne, ma è qualcosa che potrete andare a constatare chiedendo ai cittadini di Lecce e verificando con i vostri occhi”.



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