Porto turistico di Otranto, dal Governo il via libera

Ieri è giunta la notizia tanto attesa e questa mattina in conferenza stampa il sindaco Cariddi illustra i dettagli della deliberazione del Consiglio dei Ministri. I commenti dalla Regione Puglia con Negro e Congedo.

Dopo anni di attesa, di lungaggini burocratiche, di lotte politiche, il Governo ha sbloccato i lavori per la realizzazione del Porto turistico di Otranto. Un progetto che prevede un investimento privato di circa 50 milioni di euro per la realizzazione di 500 nuovi posti barca.

Così, il sindaco della città idruntina non attende e, alla luce delle notizie pervenute da Roma, indice nelle sale del castello aragonese una conferenza stampa per illustrare i dettagli.

“Siamo fiduciosi” aveva dichiarato Luciano Cariddi ai microfoni di Leccenews24 quasi un mese fa, in occasione di uno dei tanti viaggi nella Capitale per perorare la causa del progetto.

Già arrivano i commenti della politica. “La delibera del Consiglio dei Ministri che dà il via libera alla realizzazione del Porto turistico di Otranto è frutto di quella politica della concretezza da noi auspicata da tempo. Dopo quarant’anni di attese, il Salento potrà vedere finalmente realizzata un’infrastruttura cruciale per lo sviluppo economico di tutta la Puglia” sono le parole del presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, che ha espresso soddisfazione per la notizia giunta ieri. “Finalmente la città di Otranto, grazie anche alla tenacia dimostrata da tutta l’amministrazione comunale e in particolare dal sindaco Cariddi, potrà avere il suo porto turistico, un’opera importantissima, indispensabile per lo sviluppo e la crescita del territorio che può contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, da anni bloccata a causa delle lungaggini burocratiche”, commenta il capogruppo Udc. “È questa una inversione di tendenza della politica che mette mano a quel processo di sburocratizzazione e semplificazione degli atti amministrativi che rappresentano troppo spesso un freno alla crescita e allo sviluppo del Paese e rischiano di soffocare investimenti pubblici e  privati che potrebbero portare una nuova boccata di ossigeno all’economia del territorio. Con quest’atto il Governo Renzi, sostenuto anche dall’Udc, e grazie al’impegno particolare del ministro Galletti, dà una concreta svolta per la realizzazione di una infrastruttura portuale attesa da troppi anni che ha tarpato le ali a un maggiore sviluppo turistico dell’intero territorio. Auspichiamo – conclude il presidente Negro – che anche la Regione Puglia faccia la sua parte mettendo in essere gli atti di competenza necessari ad avviare al più presto il cantiere dell’opera”. 

Arriva anche il plauso di Saverio Congedo vice presidente vicario del gruppo Pdl/Fi alla Regione Puglia, il quale accende una luce diversa sulla vicenda nel “rammarico per il ritardo di otto anni”.“Alla fine non possiamo che essere soddisfatti, ma è innegabile che la burocrazia in Puglia frena lo sviluppo” afferma Congedo. “L’orientamento emerso dal Consiglio dei Ministri – continua – è esattamente quello che ci attendevamo, cioè l’esito migliore per questa complicata vicenda e per gli interessi del territorio del Salento. Ma nonostante quella che sembrerebbe la positiva conclusione della vicenda, resta il rammarico che a ciò si sia giunti dopo otto anni di tribolazioni burocratiche, ma anche di incertezze politiche e strategiche. Il porto turistico di Otranto, nonostante il tempo e le opportunità sprecate, resta una infrastruttura determinante per il futuro del Salento”. La conclusione è amara “ Il fatto, però, che questa evidenza non sia bastata e che per dare il via libera al progetto si sia reso necessario scavalcare l’apparato burocratico di questa regione e sollecitare addirittura il Governo, è una sconfitta per la Puglia e per le sua aspirazioni. La burocrazia, lenta e spesso ottusa, non può essere una insopportabile zavorra per il territorio e quindi un freno allo sviluppo, che auspichiamo possa essere sempre nel rispetto assoluto delle superiori esigenze ambientali e paesaggistiche”. 



In questo articolo: