Premio a Flavio Tosi. Polemiche come grandine sul Negroamaro

Non accennano a placarsi le polemiche dopo la scelta dell’amministrazione comunale di Guagnano di conferire un riconoscimento al sindaco di Verona, Flavio Tosi. Si allunga la lista dei forfait al Premio terre del Negroamaro, in programma per venerdè¬

Il palco del Premio Terre del Negroamaro, allestito ai piedi della chiesa madre, nell’antica piazza dedicata alla Madonna del Rosario, rischia di essere ricordato più per una passerella delle assenze che delle presenze. La scelta di premiare Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, la patria del VinItaly, nel corso della sesta edizione che si terrà tra due giorni, il 22 agosto, a Guagnano ha fatto fin da subito discutere. Da quando la notizia è stata resa nota, infatti, le polemiche non si sono mai spente. Anzi, si sono rinfocolate ogni qual volta che qualcuno ha puntato il dito contro la decisione dell’amministrazione comunale di premiare il “Sindaco Leghista” o l’ha difesa. Insomma, a tenere banco non è più l’appuntamento fiore all’occhiello dell’estate salentina che ha promosso e valorizzato, edizione dopo edizione, il territorio e le sue risorse preziose, ma il contorno.

Prima alcuni artisti che avrebbero dovuto esibirsi durante la manifestazione come Paola Turci e Nabil Salameh dei Radiodervish che hanno deciso di dare forfait. Poi il Comitato No Tap che ha gentilmente declinato l’invito. La ragione è sempre la stessa: incompatibile la loro presenza con quella dell’esponente della Lega Nord.

A nulla era servito il tentativo del primo cittadino di Guagnano, di “difendere” la decisione «la scelta di premiare Tosi, – aveva spiegato Fernando Leone qualche giorno fa- non è legata alla personalità politica del leghista ma al fatto che sia il rappresentante istituzionale della città di Verona, che con il Vinitaly offre a Guagnano e alle terre del Negroamaro la possibilità di fare conoscere i propri vini in tutto il Mondo». Il premio a Tosi, dunque, a suo dire, è più che mai azzeccato in quanto simboleggia il tentativo di un piccolo paese del Salento di stringere la mano a una città che ha legato la sua economia al vino: «noi crediamo nei valori dell'accoglienza, dell'ospitalità e dell'integrazione, che possono produrre scambi culturali e anche benefici per le nostre economie in un momento storico così delicato». 

Oggi, però, il fronte del “No, grazie” annovera un nome in più: è quello di Dario Stefano «per chi come me ha lavorato a lungo per tenere unito un sistema intorno a un suo simbolo, a valori e a obiettivi comuni, non è facile sposare una scelta che divide. Dopodomani – spiega il parlamentare salentino – avrei dovuto consegnare personalmente, per conto del Comune, la cittadinanza onoraria a Guglielmo Alessio, un bravo imprenditore bergamasco, titolare dell'azienda agricola Jentu, insediata proprio a Guagnano. Ma non lo farò, nonostante fossi felice e onorato di poterlo fare perché credo sia un'altra bella storia imprenditoriale legata a questo territorio. Ai nostri prodotti. Alla sostenibilità». La ragione è sempre la stessa «Perché la cornice è quella della consegna del premio "Terre del Negroamaro" a Flavio Tosi».

Poche parole ma chiare: secondo l’esponente di Sel «le motivazioni forzate, dietro la scelta di assegnare il riconoscimento ad una personalità politica, che non risulta abbia contribuito direttamente alla crescita o alla affermazione di questo nostro vitigno, hanno snaturato il senso stesso del premio». «Il Negroamaro – conclude Stefàno – è  un "nostro" vitigno. È una delle bandiere, un ambasciatore autorevole e credibile del Salento e della Puglia in tutto il mondo. È l'emblema della riscossa di un settore che ha saputo fare squadra intorno a qualità e autoctonia e che in questa occasione, invece, viene purtroppo esposto ad una polemica dannosa. Sono profondamente dispiaciuto. Ma per quanto amo questo nostro pezzo di storia produttiva, non posso fare diversamente».

Posizione ben diversa, invece, quella assunta dal consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei che “accusa” il centrosinistra di concentrarsi troppo sul Premio assegnato al sindaco di Verona, Flavio Tosi alimentando una “polemica sterile” e meno sui problemi veri del nostro territorio. «Avessero impegnato le stesse energie per l’altra task force sbandierata, quella importante, quella contro la xylella, probabilmente adesso i nostri olivicoltori staserebbero meglio» sentenzia Mazzei.

«Sbandierano l’amore per il Salento e la fratellanza tra i popoli e poi traggono il loro consenso da un elettorato che in più di una occasione, recentemente, si è espresso in termini vergognosi perfino contro i nostri Marò. Non abbiamo nulla da imparare – secondo il consigliere di FI – da questi neoestremisti che per colpire politicamente un’amministrazione avversaria se ne inventano una al giorno. Uno stillicidio di menzogne che serve solo per alimentare la fuliggine della polemica e per tenere lontani i problemi veri della gente che vengono creati dalla loro cattiva amministrazione, a tutti i livelli».

Insomma, come fatto notare da Mazzei «di sanità non parlano più, di trasporti nemmeno, sulla xylella fanno finta di non vedere e non sentire. C’è Flavio Tosi al centro dei loro pensieri, almeno fino alla consegna del Premio. Poi torneranno a litigare tra di loro su tutto per ricompattarsi alla prossima battaglia conto il comun nemico».



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