Referendum costituzionale, i parlamentari PD compatti annunciano ‘scendiamo in campo per il Sì’

Incassato l’ok della Cassazione al Referendum Costituzionale che ha convalidato le 500mila firme raccolte dal PD, i parlamentari pugliesi del Partito Democratico danno ufficialmente il via alla campagna referendaria per il Sì.

 Il referendum costituzionale si farà: lo ha deciso lunedì la Corte di Cassazione che ha ammesso la richiesta convalidando le oltre 500mila firme raccolte dal Pd. . Il Governo ora avrà 60 giorni di tempo per fissare la data della consultazione. «Adesso la parola ai cittadini #bastaunsi», ha commentato su Twitter la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi.
 
Dello stesso avviso sono i parlamentari pugliesi del Partito Democratico che, in un comunicato stampa a firma di Teresa Bellanova, Francesco Boccia, Michele Bordo, Salvatore Capone, Franco Cassano, Anna Finocchiaro, Dario Ginefra, Gero Grassi, Nicola Latorre, Alberto Losacco, Elisa Mariano, Federico Massa, Colomba Mongiello, Michele Pelillo, Salvatore Tomaselli, Ivan Scalfarotto, Liliana Ventricelli e Ludovico Vico hanno sottolineato come ora la palla passi agli italiani chiamati a decidere se questa riforma potrà entrare in vigore oppure se, chiuse le urne e contate le schede, si tradurrà nell’ennesimo nulla di fatto che vanifica un lavoro durato da oltre due anni.
 
«Siamo fortemente convinti – si legge – che questa sia un’occasione unica per dotare il nostro Paese di istituzioni più moderne ed efficienti, più democratiche e più capaci di decidere. Siamo convinti che per affermare meglio equità, giustizia, solidarietà e partecipazione sia necessario riorganizzare gli strumenti fondamentali del nostro agire nello spazio pubblico». Insomma, secondo i parlamentari pugliesi del Partito Democratico questa riforma realizza obiettivi storici, sempre ambiti e mai raggiunti nelle stagioni politiche passate: il superamento del bicameralismo perfetto, una ridefinizione più chiara e netta dei poteri tra Stato e Regioni, l’abolizione di enti inutili, il rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta, il limite al ricorso dei decreti d’urgenza, per citarne solo alcuni.
 
«Il nostro SI nasce da queste brevi valutazioni e dalla consapevolezza che il percorso sin qui compiuto rappresenta il più importante sforzo di autoriforma messo in campo dalle istituzioni democratiche negli ultimi decenni» commentano sperando che la sfida democratica non sia sprecata o ridotta a banale schermaglia politica, ma possa veder prevalere un confronto maturo e approfondito sul merito della proposta di riforma.
 
«Per questo motivo – concludono – noi saremo in campo, nelle prossime settimane, a spiegare la bontà delle scelte compiute, ed avviare un grande dialogo democratico con i cittadini per animare i “Comitati per il SI’” e contribuire, con convinzione e determinazione, a modernizzare e rinnovare le istituzioni e la politica. L’Italia ha bisogno di istituzioni rappresentative, efficienti, credibili: Basta un SI».



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