Mutuo del filobus fino al 2035. “Rimuoverlo resta un obiettivo”

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, durante una conferenza stampa illustra ai cittadini leccesi le condizioni di rimozione del filobus. “Non sarà un’operazione breve, né semplice, ma resta un obiettivo per il quale spendersi”.

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La rimozione definitiva del filobus non sarà un’operazione semplice, né breve, sebbene resti un obiettivo possibile.

La conferenza stampa

Questa mattina, all’Open Space di Palazzo Carafa, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha voluto tenere una conferenza stampa per comunicare gli esiti dell’incontro tenutosi a Roma – lo scorso 5 ottobre – presso il Ministero dei Trasporti. Il primo cittadino ribadisce:

In campagna elettorale dissi che il mio governo cittadino sarebbe stato quello impegnato nella dismissione del filobus. Non cambio idea oggi: a questo fine l’amministrazione, nei tempi e nei modi consentiti dalla legge, lavorerà per tappe alla rimozione di questo danno permanente.

L’incontro a Roma

Nel dettaglio, a seguito di una negoziazione il mutuo acceso dal Ministero dei Trasporti per la copertura della sua parte di finanziamento dell’opera presenta come scadenza il 2035. Notizia, questa, giunta dalla Capitale dopo l’approfondimento richiesto dal ministro Delrio assieme al sindaco Salvemini. In quella riunione, lo stesso Delrio fece presente il pericolo di incorrere in una procedura per danno erariale nel caso si fosse proceduto a rimuovere pali e fili prima dell’estinzione del mutuo.

I numeri

Il sindaco inquadra lo scenario attraverso alcuni numeri, esposti davanti ai cittadini ed ai giornalisti locali.

Occorre verificare se e a quali condizioni il filobus può essere ripensato per garantire gli obiettivi per cui è stato finanziato, progettato, eseguito e messo in funzione vale a dire 13.000 passeggeri al giorno, circa 1.000 negli orari di punta e 800.000 chilometri annui. I dati attuali, però, ci parlano di una media di 650 passeggeri al giorno e di 250.000 chilometri. É evidente che a fronte di questi numeri serve una expertise che metta nelle condizioni di accertare se, alle condizioni date, quei numeri – i soli che consentono di considerare l’opera al servizio della comunità – potranno mai essere raggiunti e come.

Possibilità di sospensione

Ciò però non impedisce, in ogni caso, di sospendere l’esercizio della filovia a fronte di una certificazione scientifica della sua insostenibilità economica e dell’impossibilità di migliorarne le performance per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In riferimento all’eventuale danno erariale danno erariale che deriverebbe dalla rimozione dell’infrastruttura l’amministrazione si riserva di effettuare ulteriori modifiche.

Opera dannosa

Una battaglia, secondo Salvemini, che non ha colore politico, poiché è nell’interesse comune di tutti i cittadini leccesi. L’idea condivisa durante la conferenza di stamattina, dunque, è piuttosto chiara: il filobus rappresenta un danno permanente per la città. Una linea condivisa, ormai, da tutte le componenti politiche cittadine.



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