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‘Sblocca Italia’, la Corte Costituzionale boccia il decreto e accoglie la tesi della Regione Puglia

by Giulio Serafino
21 Gennaio 2016 20:11
in Politica
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Il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano la definisce una ‘decisione che farà notizia, una vera bomba’, mentre l’ex presidente Nichi Vendola rivendica orgoglioso di aver messo la sua firma per contrastare una legge che, ai tempi, fu definita dallo stesso leader di Sel un ‘provvedimento autoritario’. Oggi arriva la fine della vicenda direttamente da Roma, dalla sede della Corte Costituzionale. La questione è quella relativa al decreto chiamato ‘Sblocca Italia’: la Consulta ha in sostanza sconfessato la legge voluto dall’esecutivo di Matteo Renzi, prevedendo come le regioni debbano essere coinvolte nelle fasi di approvazione dei progetti, dei piani di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e nell'esame dei contratti di programma tra l'Enac e i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale.
 
Il ricorso di costituzionalità era stato presentato, come detto, dal governo regionale di via Capruzzi. Il tutto, nel dettaglio, era sorto a seguito di un ricorso presentato dalla Regione Puglia guidata dall’ex presidente Vendola e che faceva riferimento alla tratta ferroviaria Napoli-Bari. Il governo aveva deciso la riapertura dei cantieri, saltando però ogni coinvolgimento dell’ente locale. E proprio questo passaggio è stato ritenuto illegittimo dai giudici costituzionali. La sentenza della Corte, quindi, prevede come incostituzionale il decreto ‘Sblocca Italia’, il 133/2014,  nella parte in cui non prevede il coinvolgimento delle regioni in operazioni di rilevanza strategica.  

La tratta su rotaie che collega il capoluogo pugliese a Napoli rientra nel Piano di ammodernamento voluto dal Ministero delle Infrastrutture: l’iter, però, deve prevedere sui tavoli tecnici anche gli esperti della Puglia. La Corte Costituzionale, così, ha ritenuto fondate tutte le questioni poste dai legali di via Capruzzi. Da questo momento quindi, la regione interessata in opere di questo tipo deve essere coinvolta per approvare i progetti; è poi essenziale il parere della Conferenza Stato-Regioni per dare il via al piano di ammodernamento delle opere, così come deve esserci il parere della Regione sui contratti di programma Enac-gestori.

Tags: sentenze
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