‘#scelgoNO’, presentato il Comitato del Centrosinistra che si oppone alla riforma di Renzi

Presentato stamattina, presso la sede provinciale A.N.P.I., il Comitato Provinciale del Centrosinistra per il ‘NO’ alla riforma costituzionale voluta dal Premier Renzi: ecco ‘#scelgoNo’.

Diramata da parte del Governo la data ufficiale del voto, il fronte del ‘No’ si allarga. Il 4 dicembre, come noto, si voterà per il referendum costituzionale fortemente voluto dal Premier Matteo Renzi e dal Ministro Maria Elena Boschi. Un quesito che mette al centro una riforma strutturale della Carta fondamentale dello Stato, ma che tanto, anzi tantissimo, sta facendo discutere ormai da mesi sul panorama politico nazionale. Si gioca tanto il Governo Renzi su questo referendum (sebbene lo stesso Primo Ministro abbia precisato che l’esito della consultazione non inciderà sulla tenuta di Palazzo Chigi), ma, questo è certo, la riforma costituzionale era tra i primissimi punti della mission dell’attuale premier una volta succeduto a Enrico Letta.

Ad ogni modo, tra favorevoli e contrari, da dissidenti e franco tiratori, la maglie del ‘No’ si arricchiscono e questa mattina il “Comitato provinciale del centrosinistra per il No” ha presentato ufficialmente ‘#ScelgoNo’. Presso la sede leccese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, infatti, il comitato del centrosinistra si è presentato ‘numeroso di adesioni e con entusiasmo sempre crescente all’insegna del sostegno di tanti giovani salentini’. ‘Si parte dalla ferma volontà di avviare una discussione critica in merito alla riforma voluta dal Governo. Una riforma – spiegano da Scelgo No – che desta in molti critiche di metodo e di merito. Nel prossimi giorni saranno organizzati banchetti, incontri e iniziative di approfondimento sul tema’.

Insomma, dalla stessa coalizione di Matteo Renzi, come annunciato da Ernesto Abaterusso, si leva il fronte dei ‘dissidenti’. Presenti davanti alla stampa per la conferenza di presentazioni, oltre allo stesso Abaterusso, coordinatore regionale dei Comitati per il No, c’erano anche Adriano Tolomeo, Presidente provinciale del Comitato, e Vincenzo Toma, vice segretario provinciale del Partito Democratico. Ecco le obiezioni avanzate dal Comitato in riferimento alla Riforma Costituzionale:

  • Non semplifica, ma complica il lavoro del legislatore;
  • Comprime la sovranità popolare;
  • Non introduce veri e possibili risparmi;
  • Con il nuovo Senato “autoriproduce” il ceto politico;
  • Non prevede autentici “contrappesi” a tutela della democrazia;
  • Spoglia le Regioni di competenze in materie collegate a territori e vicine ai cittadini;

«La tanto sbandierata riforma – spiega Abaterusso – che abolirebbe il Senato, in realtà non lo fa. Rimane lì, l’unica differenza è che i senatori non vengono votati, ma nominati. Non c’è nessuna logica nella composizione, perché – esattamente come accaduto con le Province – vengono aboliti i senatori eletti, inserendo i nominati. Creando una situazione di enorme difficoltà, perché, ad esempio, oltre a minare le funzioni importanti del Senato potrebbe annoverarsi lo scenario di una maggioranza diversa da quella della Camera».

«Vorrei fare un cenno alle ragioni politiche – conclude – oltre che di merito. Non voglio nasconderlo: è una battaglia sul modo in cui si governa in questo partito. Oggi ci accusano di voler spaccare il PD per consegnare il paese alle forze anti-sistema. Invece è esattamente il contrario». 



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