Sergio Mattarella, l’uomo tutto d’un pezzo, è il nuovo Presidente della Repubblica

È Sergio Mattarella il successore di Giorgio Napolitano. Alla quarta votazione, come previsto, il giudice della Corte Costituzionale è stato eletto Presidente della Repubblica. Il primo siciliano.

Alla fine il colpo di scena non c’è stato. Sergio Mattarella, fortemente voluto da Matteo Renzi e dal Partito Democratico è il nuovo presidente della Repubblica. Il primo siciliano. Classe 1941, avvocato e professore, appartenente ad una famiglia di solida tradizione democristiana, il giudice della Corte Costituzionale è descritto come un uomo tutto d’un pezzo. Emblematiche le sue dimissioni nel 1990, quando da ministro della Pubblica istruzione nel IV governo Andreotti, lasciò l'incarico in polemica con il via libera alla legge Mammì, la disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato che ha confermato il ruolo di Berlusconi nell'assetto del sistema televisivo italiano. In cinque si dimisero quel giorno, ma fu lui con il suo fare “sobrio” a spiegare quel gesto di rottura senza precedenti: «Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile».

Politico di lungo corso ma non per vocazione: la scelta di muovere i primi passi è legata ad una tragedia familiare. Lui voleva fare il professore di diritto pubblico, ma quando la mafia il 6 gennaio 1980 uccise il fratello Piersanti, allievo di Aldo Moro e presidente della Regione Sicilia scelse che avrebbe fatto politica per non darla vinta a chi aveva ordinato l'assassinio. Mattarella non sarebbe mai sceso in campo: schivo e gelido di carattere, poco incline al sorriso e alla popolarità, ma il destino sembra voler scrivere un’altra pagina.

Forse in pochi conoscono l'uomo che è diventato il dodicesimo Capo dello Stato. Qualcuno ricorda al massimo la legge che porta il suo nome, il Mattarellum, impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

È lui che ha abolito la leva obbligatoria ed è sempre lui nel 1999 che aderisce convintamente alla guerra in Kosovo. È lui il Presidente della Repubblica. 



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