Silvio #staisereno… come Letta. E alla fine Fitto aveva ragione

Forza Italia non voterà Sergio Mattarella alla quarta votazione, anzi sta valutando la possibilità di uscire dall’Aula. L’ipotesi è stata discussa in un vertice del partito, ma tra gli azzurri le acque sono agitate

Un deja-vu. Già, perché alla fine anche per Silvio Berlusconi è arrivato quel fatidico «stai sereno» di lettiana memoria. Come dimenticare, d’altronde, il tweet di Matteo Renzi, all’epoca segretario del Pd, in cui rassicurava il Presidente del Consiglio, che nessuno voleva "prendergli il posto"? Come andò a finire, è noto a tutti. L’hashtag, lanciato nel salotto di Daria Bignardi a «Le invasioni Barbariche» fece storia. O forse scuola visti gli ultimi giorni.  
 
Già all’epoca avevamo scritto che la politica è un'altra cosa e che in politica certe cose succedono. Giusto, certe cose succedono, anzi accade spesso, spessissimo che ciò che si dice è l’esatto contrario di ciò che si pensa e di ciò che si fa. In politica, un po’ come nella vita di tutti i giorni, mai dire mai.
 
Eppure ci si sorprende, ancora. Eppure nessuno avrebbe mai immaginato che Renzi alla fine si sarebbe schierato con il suo Pd, improvvisamente ricompattato grazie ad un nome. Non uno qualunque: quello di un politico di lungo corso, appartenente ad una famiglia di solida tradizione democristiana, e di un giudice della Corte costituzionale. Sergio Mattarella, senza se e senza ma, già sabato mattina potrebbe diventare il nuovo Presidente della Repubblica. Dalla sua ha i numeri. L’ex dirigente alla quarta votazione potrebbe ottenere 580 voti, 75 in più rispetto al quorum richiesto (505). E tutto questo senza Forza Italia, Ncd, Udc e Lega, che hanno annunciato il loro no.  
 
Così, a sorpresa, il patto del Nazareno che tanto ha fatto discutere è venuto meno, ma persino Civati dubita che sia finito «è come in una telenovelas – ha dichiarato l’esponente della minoranza Pd ai microfoni di Tgcom24 – ci sono sempre le puntate in cui litigano, un po' per finta, un po' per davvero».
 
Forza Italia ed il suo leader, però, gridano al “tradimento” e dopo un attimo di smarrimento prendono posizione: anche alla quarta votazione «scheda bianca», questa è l'indicazione di voto giunta tramite sms ai grandi elettori di FI dai gruppi parlamentari. Una decisione sofferta, dicono.
 
A conti, anzi a giochi quasi fatti, l’unica cosa certa è che il ribelle Raffaele Fitto aveva ragione. Da mesi il politico magliese andava predicando che fare da stampella a Renzi era «un errore madornale». Un concetto ribadito soprattutto all’indomani della scelta del leader azzurro di appoggiare l’emendamento Esposito «Ho provato a spiegare a Berlusconi che sta andando in onda il suicidio di FI – aveva dichiarato il deputato dissidente dopo un colloquio con l'ex premier a Palazzo Grazioli – sta svendendo Forza Italia a Renzi e sta suicidando 20 anni di storia del partito». 
 
Insomma, nel caos è bene fare un po’ di chiarezza. Forza Italia, salvo colpi di scena, non parteciperà al voto come anticipato questa mattina dal capogruppo alla camera Renato Brunetta «non parteciperemo al quarto voto, il patto del nazareno è finito». Tutti compatti o quasi. Raffaele Fitto che ieri chiedeva di "azzerare" tutte le cariche del partito, seguirà una linea diversa dopo "la sconfitta del patto del nazareno" mentre domani, il resto del partito non parteciperà al voto, i suoi 38 grandi elettori voteranno scheda bianca. 



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