Smantellamento del Corpo Forestale dello Stato. A confermarlo lo stesso Ministro Marianna Madia

Istituito nel lontano 1822, il Corpo Forestale dello Stato nell’ultimo anno ha effettuato circa 11.000 ricerche ambientali e può contare su 278.461 dipendenti. Ad oggi però Palazzo Chigi, ne prevede lo smantellamento.

Una decisione forte quella di Palazzo Chigi, confermata dallo stesso Ministro Marianna Media. Una decisione che ha portato sgomento e tristezza.

L’attuazione della Legge delega sulla Pubblica Amministrazione, all’esame del Senato, farà scendere i corpi di Polizia da 5 a 4 con lo smantellamento del Cfs ed il suo eventuale assorbimento sotto gli altri corpi armati.

Il provvedimento approderà in Aula a Palazzo Madama dal 31 marzo al 2 aprile. Il Corpo, istituito nel lontano 1822, può contare solo su 7.615 unità, su di un totale di 278.461 dipendenti delle forze di polizia (dato 2013), e su circa 1.000 stazioni dislocate nelle zone rurali e montane, con comandi provinciali e regionali in 15 Regioni, per un totale di 1.200 strutture.

L’ultima legge di riordino del Cfs è la n. 36/2004 e la competenza sui compiti e obiettivi del Corpo è affidata al ministero dell’Ambiente. La legge 4/2011 ha previsto la costituzione delle sezioni di polizia giudiziaria del Cfs presso procure e tribunali: una novità che impegna circa 300 forestali con effetti negativi sull’organico, che oggi presenta una scopertura media del 15%. 

Lo stesso generale Costa, alla guida del Corpo, ha dichiarato di essere “senza parole ” di avere “ tanta tristezza e amarezza ” per la decisione di Palazzo Chigi e ha affermato di “ comprendere oramai che l’ambiente per tanti non è una priorità ”. 

Ad opporsi alla decisione scende in campo anche il Movimento 5 Stelle:  “ Tra i suoi compiti, il Corpo Forestale dello Stato non ha solo quello di sorvegliare i parchi e le aree naturali, di monitorare le discariche incontrollate e gli sversamenti illegali, ma svolge anche funzioni fondamentali di polizia venatoria ma, soprattutto, di sicurezza alimentare – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – Il compito di reprimere le frodi in danno degli imprenditori onesti del Paese è fondamentale per difendere uno dei settori più importanti del sistema produttivo nazionale, ovvero quell’agricoltura di qualità che dovrebbe essere al centro del dibattito pubblico e politico almeno nell’anno dell’Expo dedicato all’alimentazione ”

“ Non potremo soprassedere su una decisione così scellerata del Governo Renzi –continua L’Abbate– e saremo in prima linea per garantire la difesa dell’ambiente e della sicurezza alimentare, minata più e più volte da questo Esecutivo ”. 



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