Sostanze pericolose per la salute dall’ex Saspi, “è allarme”. Il Comitato di Lizzanello scrive a Prefetto, Sindaco e Arpa

Un nuovo appello parte dal Comitato per la Salute di Lizzanello che si appella alle Istituzioni affinchè intervengano per la slaute dei cittadini.

Lo stanno denunciando da tempo e le Istituzioni sono state messe a parte della situazione. Parliamo dell’emergenza ambientale nei comuni di Cavallino e Lizzanello, oltre che dell’ennesima denuncia che arriva dal Comitato civico per la difesa della salute e dell’ambiente di Lizzanello.

Il Comitato, nella persona del suo presidente Raffaello Corvino, chiede un incontro urgente con Arpa, Prefetto, Provincia di Lecce, Comuni di Cavallino e Lizzanello “per contribuire a mettere in atto il raggiungimento di soluzioni che abbiano come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente, la salute dei cittadini di Lizzanello e dei paesi vicini alla discarica”.

Le notizie già apparse ciclicamente sugli organi di stampa, parlano della presenza di metalli e cancerogeni in falda presso i pozzi situati intorno alle discariche Le Mate e Guarini di Cavallino. Ma non sarebbe l’unico caso da analizzare.

Il Comitato in particolare, il 22 Marzo 2018, ha presentato l’esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce a proposito dell’inceneritore ex SASPI (mai bonificato) ben visibile dalla tangenziale Est, all’altezza per l’uscita per Lizzanello.

“Quella discarica a cielo aperto ‘chiusa’ da circa trent’anni, presenta un avvallamento occultato da uno strato d’argilla, tombata nello stile canonico dello sversamento illegale, un grave stato di degrado ambientale dovuto alla presenza di collinette di spazzatura e, in particolare di una alta alcuni metri che potrebbe contenere tonnellate di materiale pericoloso” scrive Corvino.

Un secondo esposto è stato presentato in data 8 Ottobre 2018 presso la stazione dei carabinieri di Lizzanello “per gli effluvi acri e nauseabondi che rendono l’aria irrespirabile e che provengono dalla discarica di Cavallino, in diverse ore del giorno e della notte in tutto l’abitato di Lizzanello fino ad arrivare nella frazione di Merine”.

Una situazione che sembra non aver trovato soluzione nonostante numerose sollecitazioni provenienti dal territorio.
“L’unico fatto certo e incontrovertibile – scrivono ancora dal Comitato – è che le malattie tumorali nella nostra popolazione si sono triplicate, come dimostrano i diversi studi condotti da illustri professionisti, come l’oncologo dott. Serravezza il quale sostiene che sia l’ex SASPI che la discarica di Cavallino contribuisce notevolmente al numero di morti di tumore nel nostro comune”.

In ultimo, un nuovo invito all’Amministrazione comunale di Lizzanello affinchè faccia “sentire la sua voce e schierarsi senza nessun indugio a fianco dei propri cittadini e, ove ritenga, a sostegno del Comitato nel chiedere ad ARPA di analizzare anche i pozzi privati siti nell’ambito territoriale comunale”.


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