SS 275, l’avvocato Pietro Quinto dopo l’ultima sentenza:’Ne faccio una battaglia di legalità’

Dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato sulla ss 275 – che ha accolto l’appello di Anas e del raggruppamento Mataresse-Coedisal – l’avv. Pietro Quinto incontra la stampa:’Ne faccio una battaglia di legalità, assurdo discuterne ancora nonostante una sentenza di 50 pagine’.

Alla luce della sentenza emanata dal Consiglio di Stato in merito alla vicenda 275 – la strada statale che collega Maglie a Santa Maria di Leuca – adesso si aprono delle nuove prospettive. A ipotizzarne qualcuna assieme ai giornalisti locali, stamattina, ci ha pensato l’Avvocato Pietro Quinto. Il legale salentino – che ha difeso il Raggruppamento Matarrese-Coedisal durante l’intricata questione – durante la conferenza stampa odierna tenutasi presso il suo studio spiega i dettagli di «una vicenda nata torbida e che si è progressivamente intorbidita». «Ne faccio una battaglia di legalità – sostiene Quinto – trovo assurdo che stiamo discutendo ancora della 275 davanti ad una sentenza di 50 pagine». Adesso, infatti, lo sblocco dei lavori non sembra più così lontano. Con tanto d’accoglimento dell’appello proposto dall’Anas che, adesso, sarebbe tenuta ad emanare un nuovo provvedimento di autotutela. Ciò dovrà tener conto dell’interesse pubblico attuale a rimuovere le «macroscopiche illegittimità ai fini truffaldini», come ribadito quanto scritto dalle parole del giudice amministrativo.  

Una parziale riformulazione della sentenza del TAR Lecce emessa lo scorso luglio, secondo cui la stazione appaltante non poteva esercitare l’autotutela, annullando così il contratto già stipulato con la CCC-Igeco prima dei tempi stabiliti. La nuova sentenza, invece, non solo ha ribadito la legittimità ad esercitare tale potere. Ha anche anche stabilito che l’Anas, nella riedizione del provvedimento di autotutela relativo alla gara della statale 275, dovrà tener conto dell’interesse pubblico in relazione alla rimozione di tali illegittimità.

L’avvocato Quinto, ovviamente, esprime profonda soddisfazione per il positivo risultato conseguito. «Ho partecipato a ben 25 ricorsi sul caso – ha aggiunto – e su diversi piani. Da un lato, la battaglia per mettere d’accordo amministrazioni locali, Regione Puglia, Provincia e Stato; dall’altro, la transazione presso il Ministero delle Infrastrutture e, infine, la gara d’appalto dove alla fine è successo quello che è successo».

Emerge, inoltre, ciò che egli stesso definisce una “chicca”:«Il nuovo codice degli appalti ha affidato ad ANAS un potere. Se infatti  si scopre che l’atto di una gara è viziato illegittimamente, può intervenire sulla stazione appaltante, la quale entro 60 giorni deve esercitare autotutela. Altrimenti, verrebbe costretta a pagare una sanzione di 20mila euro, oltre che venire degradata».



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