Tra i fittiani scoppia la pace. E tutti vissero felici e scontenti

Con un comunicato a firma di Gabellone, Marti, Frasca, Mazzei, Vincenzo e Antonio Barba si prova a porre fine alle tante voci che erano circolate nei giorni scorsi sul malcontento tra i fittiani. Anche le minacce di sbattere la porta e andare via sembrano essere rientrate.

Proprio quando era prevedibile che arrivasse, è arrivato. Il comunicato del ‘volemose bene’ alla fine è giunto in tutte le redazioni, scritto in maniera garbata, al limite del politichese. Non è importante il contenuto, quanto piuttosto le firme che in calce lo hanno sottoscritto: Antonio Gabellone, Roberto Marti, Mino Frasca, Vincenzo Barba, Antonio Barba e Luigi Mazzei.
 
Chi aveva parlato della guerra di tutti contro tutti, di certo, non si era inventato nulla, anche perché lo scarso risultato della lista Oltre (peggiore a quello già brutto di suo della ‘nemica’ Forza Italia), non aveva mancato di far soffiare il vento del livore, anche personale, sul fuoco del malcontento.
 
Prima del voto alle regionali, gli schieramenti erano chiari, chiarissimi. E si erano palesati nell’elezione del Presidente della Provincia, per quel che valeva la nomina: da un lato, i leccesi ‘rampanti’ capitanati da Marti e Perrone (con al seguito Damiano D’Autilia, Mino Miccoli da Squinzano, Mino Frasca da  Nardò ecc…), dall’altro Antonio Gabellone e i suoi (più o meno raccolti nelle posizioni chiave della giunta e del consiglio provinciale).  
 
Il risultato delle urne di domenica 31 maggio scorso ha mandato in frantumi anche questo equilibrio già di per sé precario: a molti fittiani, non è piaciuto il sostegno aperto di Marti a Mino Frasca ad altrettanti quello di Gabellone a Silvano Macculi.  Così la divisione da due blocchi si è rotta in mille pezzi, con tutti che hanno motivi di scontento con il grande capo, Raffaele Fitto che dopo essersi intestardito nella lotta contro Silvio Berlusconi adesso è passato come un panzer ad immaginare la nascita su tutti i territori di un partito che fa riferimento al Gruppo dei Riformisti e Conservatori europei. ‘Oltre’ è stato, insomma, un contenitore fugace e non particolarmente fortunato, in attesa di nuovi approdi. Ma i malumori restano tutti.
 
Perrone si vede ‘sacrificato’ da vent’anni in un ruolo su Lecce che malgrado il consenso non gli da’ alcun respiro non solo nazionale, ma nemmeno regionale. Marti dalla sua ha la forza dei numeri e quando si sente messo in discussione non riesce proprio a rassegnarsi visti i voti che porta alla causa comune. Gabellone si è sentito isolato nel suo ruoto dimidiato di Presidente di un Ente che non esiste. Mazzei, dopo aver messo la faccia nella lotta tra Fitto e Vitali, si è sentito abbandonato al suo destino. Vincenzo Barba non condivide il movimentismo di Mino Frasca nella sua Gallipoli, dove il presidente della SGM, ‘inciucia’ con gli avversari cittadini dell’ex senatore.    
 
Raffaele Fitto, dal canto suo, che mal sopporta le critiche e gli appunti alla sua persona, non condivide il protagonismo dei suoi uomini, abituato com’è a zittirlo ogni volta che si manifesta a livello individuale, figuriamoci quando fuoriesce in maniera così diffusa. Siamo in presenza quindi di un’autentica polveriera che non è certo il comunicato di oggi a smentire. Solo una vittoria elettorale avrebbe potuto in passato e potrebbe in futuro, far ingoiare i rospi; ma di vittorie all’orizzonte non se ne vedono ed è chiaro che ogni nuovo equilibrio che si dovesse ricreare sarebbe comunque un equilibrio al ribasso.
 
Quindi, Marti non se ne andrà, Barba nemmeno, Frasca resterà al suo posto, Mazzei non brontolerà, Gabellone non proferirà parola e tutti vivranno felici e scontenti.  

A proposito, questo il testo del comunicato, fate voi… 

"È fisiologico che a valle di  una campagna elettorale ci sia una discussione anche accesa rispetto agli esiti della stessa. Da tutto questo è assolutamente fantasioso tentare di far passare l’idea che all'interno di "Oltre" si faccia i conti con un gruppo litigioso, la cui consistenza è legata esclusivamente alle poltrone in palio e alle potenzialità in termini di opportunità legate ai personali successi. Con Raffaele Fitto abbiamo condiviso un percorso decisivo per il futuro del centrodestra: primo tra tutti ha lanciato il grido d'allarme sul percorso irreversibile a cui stavamo per avviarci, nell'organizzazione, nelle formazioni partitiche e nella individuazione della leadership. Un percorso che condividiamo fortemente".
 



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