Verso le Comunali, nel Pd gli iscritti attaccano la Segreteria: ‘vogliamo più coinvolgimento’

È ancora lunga la strada verso la scelta definitiva dei candidati allo scranno più alto di Palazzo Carafa da parte dei partiti. Intanto gli iscritti del Partito Democratico lamentano la chiusura da parte dei vertici e attaccano il Segretario cittadino.

Che le prossime elezioni comunali a Lecce saranno una vera e propria battaglia ce lo dicono ogni giorno gli scenari che si susseguono nel panorama politico. Designare l’erede di Paolo Perrone non sarà una partita agevole, tutt’altro e in sede di scelta dei candidati più forti, gli accordi tra le coalizioni sono ancora lontani.
 
Mentre nel centrodestra l’unita pare garantirla solo il fronte del ‘No’ al referendum costituzione del prossimo autunno (con il nome del candidato alla carica di Primo Cittadino ancora in alto mare), nel Partito Democratico montano ancora le polemiche.
 
Questa volta a fare la voca grossa sono direttamente i cittadini iscritti al circolo Pd leccese, che, penna in mano, scrivono direttamente al Segretario Cittadino. Il motivo? I simpatizzanti del partito del premier Renzi proprio non hanno digerito il mancato coinvolgimento nei ‘tavoli di contrattazione’ che i vertici dem salentini stanno intrattenendo in questi giorni.
 
Solo qualche ora fa, infatti, il Pd (con Marra, Piconese e Foresio) ha incontrato Lecce Città Pubblica di Salvemini, La Puglia in Più (con Grassi, Renis e Dell’Anna), l’Udc del duo Totò Ruggeri-Melica, Patto per il Salento e Puglia Protagonista. Grande assente Sel di Dario Stefàno. Un tavolo importante, uno degli snodi principali di quel “Patto per Lecce 2017” prefigurato in assemblea provinciale.
 
Eppure gli stessi iscritti del circolo del capoluogo barocco hanno decisamente da ridire. ‘L’apertura del tavolo di confronto con le altre forze politiche del centro-sinistra senza aver coinvolto gli iscritti è una scelta sbagliata – chiosano nella nota –  perché porta a quel tavolo le divisioni presenti nel partito, che soltanto in un ambito di discussione democratica possono essere composte. Aspettiamo perciò la convocazione dell’assemblea ordinaria degli iscritti per aprire il confronto e centrare l’attenzione sugli obiettivi programmatici, prima che sulle candidature’.
 
Truppa chiusura in poche stanze, insomma, questo il messaggio che sembra trapelare. ‘Vogliamo che il partito si apra alla società leccese, che elabori un progetto per la città marcando una presenza capillare tra i cittadini, che individui soluzioni di governo ai temi più rilevanti per lo sviluppo della città: traffico e trasporti pubblici, riqualificazione del litorale e delle periferie, lotta alla povertà, sostegno alla famiglia per l’educazione dei figli e per la presa in carico degli anziani non autosufficienti, promozione dello sport e dell’attività fisica e quant’altro può contribuire allo sviluppo della città e al benessere dei suoi abitanti’.
 
‘Lo statuto – concludono gli iscritti – non può essere scavalcato da nessuna decisione di vertice. La forma è anche sostanza della democrazia’, almeno così diceva Kelsen..



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