Via Brenta. Adriana Poli Bortone «Se dicessi che cado dalle nuvole direi una bugia»

Nuovo processo per quella che è stata definita ‘una delle più grandi truffe ai danni dei cittadini leccesi’. Sono 8 i rinvii a giudizio emessi dal Gup tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, tra cui spunta il nome dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone

«Se dicessi che cado dalle nuvole direi una bugia». Sono queste le prime parole di Adriana Poli Bortone, ex Sindaco di Lecce. Il riferimento è alla vicenda dei palazzi di via Brenta, sede del tribunale civile del capoluogo salentino, iniziata nel lontano 2006 quando il Comune di Lecce aveva deciso di trasformare il contratto di affitto in un contratto di leasing, impegnandosi a versare un canone di due milioni e mezzo l’anno per oltre venti anni e una cifra di 14milioni per il riscatto finale dei due immobili. Secondo l’accusa, quell’operazione di leasing fu onerosissima per l’amministrazione comunale perché chiusa a un prezzo superiore a quello di mercato. Il primo capitolo, di una vicenda complicata su cui anche l’opinione pubblica aveva chiesto più volte di fare chiarezza, era stato scritto il 20 maggio del 2013 quando il primo processo si era concluso con la sola condanna per falso – a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici – del dirigente comunale Giuseppe Naccarelli. L’elemento “inaspettato”, però, era stato un altro: il Giudice aveva deciso di trasmettere degli atti alla Procura affinché venisse valutata la possibilità di  riqualificare il reato di truffa in abuso d'ufficio e peculato. Nuovi capi d’accusa, dunque, e nuovo processo.  Il secondo atto inizierà il prossimo 4 maggio, nel processo bis.
 
 
Il gip Carlo Cazzella ha rinviato a giudizio gli otto indagati, tra i quali spunta il nome di Adriana Poli Bortone. «Siamo in una fase preliminare, nella quale non vengono vagliate prove e documentazioni, e durante il processo, ci sarà la possibilità di andare a fondo e far emergere la verità. L’accusa di peculato che mi è stata rivolta nascerebbe dal fatto che il denaro pubblico, nella disponibilità del Comune di Lecce, sarebbe stato speso male e non dal fatto che io mi sarei appropriata di quel denaro.  So – ha dichiarato in una nota diffusa alla stampa della fondatrice del movimento “Io Sud” – di poter tranquillamente dire di aver impiegato 9 anni della mia vita da sindaco per dare una svolta alla città di Lecce, attraverso un impegno continuo che mi consente di andare in giro a testa alta e di poter guardare in faccia i miei concittadini. Sono consapevole di essermi impegnata per reperire le risorse economiche per far crescere la città e non certo a spendere male il denaro dei miei concittadini. Con i miei ottimi difensori avremo modo in questi mesi di poter sicuramente ristabilire la verità».



In questo articolo: