Maselli in lacrime per il pari, Sticchi Damiani lo chiama dopo Pescara-Lecce

Il presidente ha telefonato al calciatore giallorosso per rincuorarlo e rinnovare la fiducia della società a lui e tutti i giovani della squadra

Ha fatto il giro dei social e del web in generale, l’immagine che ritraeva il 19enne centrocampista giallorosso Sergio Maselli in lacrime, rincuorato da un altro giovane come Mattia Felici, dopo il pareggio maturato solo nei minuti di recupero dal Pescara.

Un risultato davvero beffardo come già commentato, che sembra aver toccato emotivamente il ragazzo di origini baresi “reo” di aver commesso il fallo dal quale è poi scaturito il gol fortuito di Busellato.

Ebbene, dopo la partita, oltre al grande cuore dimostrato nei tantissimi commenti dai tifosi giallorossi e da tutto l’ambiente Lecce, ci ha pensato a risollevare subito il morale del giovane centrocampista anche il presidente Sticchi Damiani che, già nella mattinata di ieri, l’ha contattato personalmente per infondergli, da parte sua, di tutta la società e squadra, la fiducia e il sostegno dopo un errore che poteva commettere chiunque e che comunque fa parte del suo percorso di crescita.

Il suo rammarico e la sua delusione al fischio finale del match dell’Adriatico hanno fatto breccia nel cuore di tutti, una reazione che fa notizia forse perché, oggigiorno, non siamo più abituati a veder uomini, ancor prima che giocatori, lottare ma soprattutto soffrire così per la maglia giallorossa.

E allora al di là delle critiche (costruttive e non), delle considerazioni tecnico-tattiche, della sfortuna, dei torti arbitrali e della delusione giusta e comprensibile per il mancato risultato, teniamoci stretti questi gesti e queste emozioni ma soprattutto ragazzi, come Maselli, che credono davvero in questi colori e hanno valori oltre che tecnici anche morali, sui quali la società ha deciso di puntare fortemente per garantire un futuro roseo alla squadra salentina.

Anche perché se il Lecce ha buttato via la vittoria in terra abruzzese non è certo per colpa del prodotto del settore giovanile giallorosso ma forse per un atteggiamento sin troppo guardingo e rinunciatario, per non dire autolesionistico, mostrato da tutta la squadra nel secondo tempo.



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