Il Lecce-2 esce dalla Coppa Italia di Lega Pro. Brutta prestazione e pesante sconfitta, le pagelle

Probabile che a distrarre gli uomini di Braglia sia stata l’attenzione rivolta al match clou di domenica prossima contro il Benevento, ma ciò non toglie che la sconfitta in casa con l’Akragas di Legrottaglie lasci l’amaro in bocca.

Il Lecce saluta la Coppa Italia di Lega Pro e lo fa al termine di una prestazione per nulla brillante contro l'Akragas. Va sotto subito e nel secondo tempo resta addirittura in 9 a causa delle espulsioni di Camisa e Benassi. Difesa bocciata, attacco che non punge. Si ferma agli ottavi di finale l'avventura degli uomini di mister Braglia nella competizione di categoria.

Benassi, 5.5: il portiere frusinate torna titolare nelle gare di Coppa, perdendo, però, oggi la fascia da capitano in favore di Camisa. Ordianria amministrazione la sua: incolpevole sul vantaggio, evita il 2 a 0 al minuto 13 sul tentativo di Di Piazza. Poi non soffre particolarmente. Al 35' della ripresa si vede sventolare il rosso diretto dall'arbitro Viotti per fallo da ultimo uomo direttamente dalla tre-quarti. Generosa la sua espulsione, ma anche questa volta viene contestato dalla Curva Nord.

Freddi,s.v. : l'azione dello 0 a 1 si concretizza dalle sue parti, ma non ha colpe: si accentra per sopperire la momentanea assenza di capitan Camisa, lasciando il fianco a Leonetti, libero a quel punto di poter andare a rete. Poi subisce una botta e inizia ad andare in sofferenza. Alza bandiera bianca dopo appena minuti, troppi pochi per essere giudicato adeguatamente.

dal 20' p.t. Monaco, 5.5: nonostante la giovane età entra immediatamente con la giusta personalità, piazzandosi dietro le punte. Nel primo tempo si muove bene, con eleganza, giocando qualche pallone interessante. Nella seconda frazione si eclissa, apparendo più impacciato del solito.

Camisa, 4.5: capitano di giornata, ha vissuto certamente giornate migliori. Sbaglia la copertura in occasione del vantaggio siciliano e la sua disattenzione costa carissima alla porta difesa da Benassi. Non guida i suoi compagni di reparto come ha fatto in altre occasioni e li lascia in dieci al 21' della ripresa per una reazione piuttosto nervosa nei confronti di Fiore.

Gigli, 5: azzecca qualche copertura, ma in generale soffre tantissimo con tutto il pacchetto arretrato. Sbaglia in più di una occasione la trappola del fuorigioco mettendo i brividi ai (pochi) tifosi sugli spalti. La sua sostituzione dopo dieci minuti dall'inizio della seconda frazione sa di bocciatura.  

Dall'11' s.t., Abruzzese, 5.5: certamente più in palla del compagno sostituito prova a tenere alto l'onore di una difesa oggi inguardabile. Nell'occasione dell'espulsione di Benassi lui era lanciato in avanti.  

Lo Bue, 5.5: a differenza del compagno sistemato sull'altra corsia, lui cura maggiormente la fase di copertura. È un compito che però esce non al meglio, soffrendo spesso le incursioni agrigentine provenienti da destra.

Liviero, 5.5: si propone spesso e volentieri in velocità, tentando alcune sovrapposizione scarsamente riuscite. Gestisce bene, tutto sommato, la corsia sinistra, ma in fase di cross pecca clamorosamente.

De Feudis, 5: Braglia affida lui le chiavi del centrocampo e della manovra, ma non si direbbe affatto che fino ad un anno fa era intento a divorare i campi di Serie A. Con la squadra in dieci uomini indossa la fascia di capitano, ma nonostante la responsabilità a lui affidata proprio non riesce a tirar fuori dal cappello la verticalizzazione giusta.  

Suciu, 4.5: nelle sue ultime uscite non aveva sfigurato. Oggi invece è tornato il Sergiu Suciu di inizio stagione, impreciso in alcuni appoggi e non sempre in grado di impostare. Cercato spesso dai suoi compagni sbaglia tanti, troppi, controlli. Lascia spazio a Legittimo poco prima della mezz'ora del secondo tempo.

dal 26' s.t. Legittimo, senza voto: per il salentino sempre in campo da quando è giunto Piero Braglia, i minuti giocati solitamente li avrebbero permesso un voto, ma quando Benassi si fa espellere il Lecce ha già finito tutte le sostituzioni e tocca a lui posizionarsi tra i pali.   

Carrozza, 6: è l'unico capace di dare vitalità ad una manovra mai entusiasmate. Ci mette un pizzico di briio, ma è evidente che nelle gambe manca la continuità. Si fa subito vedere con una punizione al 3' da posizione centrale che scalda i guantoni di Maurantonio. Al 24' si ripete con un bel tentativo respinto in modo plastico dall'estremo difensore siculo. Ammonito al 19' del secondo tempo.

Doumbia, 5:  corre come sempre, ma spesso lo fa a vuoto. Tenta i suoi soliti dribbling, ma incespica spesso tra le sue gambe e tra le maglie della retroguardia avversaria. Prova ad accendere il match con alcuni spunti, senza però mai riuscirsi.

Diop, 5.5: rende molto di più quando subentra a partita in corso. Forse è per questo che in campionato è sempre tra i cambi più utilizzati. Oggi, da titolare, non riesce a creariepericoli degni di nota al portiere siciliano. Da segnalare un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo nel corso della ripresa, ma la palla si spegne di poco sul fondo.

Braglia, 5: conferma la sua filosofia schierando una formazione ampiamente rimaneggiata e con tante seconde linee. La difesa oggi lo tradisce e il gol dell'Akragas arriva irrimediabilmente (ecco il racconto del match). Quando la squadra resta in dieci non si scompone più di tanto, operando cambi piuttosto guardinghi. Era una gara da dentro o fuori e probabilmente si poteva osare un po' di più. Ora testa e gambe al Benevento.



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