Lecce, a rilento contro il Pordenone: Gabriel la conferma, Henderson ok. Le pagelle

Il Lecce recrimina per un palo colpito da Listkowski, ma la prestazione dei giallorossi non è stata esaltante. Contro il Pordenone a fare notizia sono le prove sottotono di Mancosu e Petriccione.

Parte a reti bianche il campionato del Lecce. Nel debutto casalingo contro il Pordenone poche le emozioni nel “Via del Mare” ancora deserto: in una situazione non semplice per Eugenio Corini (qualche defezione di troppo e squadra ancora da collaudare), i giallorossi si rendono poco pericolosi. Alla fine le note liete si chiamano Gabriel (sicurezza per la difesa), Henderson (piacevole sorpresa rocciosa) e Listkowski (autore di un palo sfortunato). A fare notizia ci sono anche le prestazioni decisamente sotto tono di Petriccione e capitan Mancosu.

Gabriel, 6.5: dopo un buon campionato di A (nonostante le 76 reti subite), punta a confermarsi anche quest’anno. Il Pordenone nel corso del primo tempo si rende pericoloso solo con qualche traversone, ma in uscita lui c’è sempre, con una personalità capace di dare grande fiducia alla difesa. Splendida la sua respinta sul tiro a botta sicura di Mallamo in apertura di secondo tempo dopo un mezzo pasticcio difensivo.

Zuta, 6: debutto assoluto in Italia per lo svedese (naturalizzato macedone) che si prende subito la corsia destra (anche se mancino). Premesso che vi sono ampi margini di crescita, svolge il suo senza correre grossi rischi. Chioma fluente, viene ammonito alla mezzora.

Lucioni, 6: più sicuro rispetto al suo compagno di reparto, è come al solito il capitano aggiunto in campo. Il Pordenone dispone di un attacco che, quando si accende, mette in apprensione tutti; tutti tranne lui che svetta sempre su chiunque.

Meccariello, 5.5: con Lucioni ricompone la coppia di centrali di difesa che due anni fa conquistò la promozione in A, ma è palese in ritardo di condizione non indifferente. Sudori freddi al quarto minuto quando rischia di farsi beffare in area da un inserimento di Ciurria, nonostante il chiaro vantaggio sul controllo palla (cosa che si ripete anche al 16′ sul pressing di Diaw). Per rifarsi prova a sbloccare il tabellino, ma il suo tiro a giro al 35esimo si alza di poco sulla traversa. Meglio nel secondo tempo.

Calderoni, 5.5: è uno dei pilastri dello spogliatoio salentino e anche quest’anno punta ad essere un punto fermo. Corini lo conferma a sinistra, dove si disegna con ordine, ma sbagliando troppi traversoni che potevo certamente essere sfruttati meglio. Giallo per lui allo scadere del tempo regolamentare.

Petriccione, 5: è uno dei pezzi pregiati della rosa giallorossa, ma lui resta sempre il perno attorno cui far ruotare la manovra. Quella di oggi, però, non può certamente essere ricordata tra le sue migliori prestazioni in giallorosso: nessuna verticalizzazione degna di nota e anche sul piano della personalità appare sotto tono.

Majer, 5.5: sostanza e muscoli in mezzo al campo. Il tempo passa ma lui non cambia mai: legna e lavoro sporco sempre utilissimo. Un po’ meno preciso in fase di appoggio, dove si concede più di qualche leggerezza. Cala nel corso della seconda frazione.

Henderson, 6.5: mediano con licenza di inserirsi, il nuovo numero 53 scozzese è uno degli elementi più dinamici a disposizione di Eugenio Corini. Sfiora il gol al quinto della ripresa colpendo di controbalzo, ma trovando una splendida opposizione in corner di Bindi.

Mancosu, 5: tante, troppe, le voci di mercato che continuano a susseguirsi attorno alla figura del capitano. Lui però è regolarmente in campo, ma sono palesi limiti dettati da numerosi fattori. Agisce da esterno d’attacco nel settore mancino, ma l’inizio non è dei migliori e al 20esimo si sposta sulla destra. Certo, non è il suo ruolo ideale, ma nella conta alla conta degli uomini a disposizione Corini non poteva inventarsi altro. Altrettanto innegabili, però, molti errori tecnici di base. Esce nel finale e non è chiaro quale sarà il suo futuro.
dal 39′ Adjapong, s.v.: appena arrivato, debutta nel finale di gara, quando il mister lo schiera addirittura nel tridente offensivo, spostando Listkowski a sinistra.

Listkowski, 6+ : tanta la curiosità creatasi attorno al giovane talento polacco che, complice anche le assenze di Falco e Paganini, conquista una maglia tra i titolari. Parte con una buona dose di personalità e al 23esimo confeziona la prima vera palla gol dei giallorossi, con un tiro dal limite dell’area che si stampa sul palo.

Coda, 6- : è il solo a potersi caricare interamente il peso dell’attacco sulle spalle. L’unica punta centrale a disposizione di mister Corini, ha un ottimo senso di posizione ma deve trovare anche la miglior condizione fisica, e per questo serve tempo. La miglior palla gol se la ritrova sui piedi nel finale di primo tempo, ma centra in pieno volto il malcapitato Vogliacco. Nella ripresa altra sassata al 14′, ma la sfera sfiora soltanto l’incrocio dei pali.
dal 26′ s.t. Dubickas, 5: con l’uscita di Coda spetta a lui l’incombenza offensiva. Lui però pare ancora troppo acerbo per il campionato cadetto.

Corini, 6- : debutto ufficiale sulla panchina giallorossa per l’ex Brescia e già deve fare i conti con un dei problemi annosi del Lecce, le assenze. Falco e Paganini sono out, per il resto il mercato non è ancora concluso e così la formazione ipotizzata alla vigilia viene confermata in toto. Scommette subito su Zuta ed Henderson (che non deludono) e disegna un tridente offensivo con Mancosu, Listkowski e Coda: il capitano, però, non è quello dei tempi d’oro, così come Coda fa fatica a trovare la via della porta. Nota lieta, certamente, Listkowski e, a conti fatti, con il suo palo è stato l’uomo più pericoloso. Valgono tutte le attenuanti del caso per il mister, ma c’è ancora tanto da lavorare per lui, anche sulla difesa che ogni tanto si concede le solite e vecchie amnesie.