Lecce, ecco Rodriguez! Henderson sugli scudi. Le pagelle della vittoria sul Vicenza

Stavolta indovina i cambi mister Lanna che con gli innesti di Henderson e Rodriguez spacca il match. Per lo spagnolo esordio da incorniciare.

Un Lecce poco cattivo nel primo tempo, mostra finalmente tutto il suo carattere nella ripresa, ribalta il Vicenza e torna a festeggiare i tre punti. La difesa, ancora una volta, va in tilt alla prima incursione avversaria (stavolta anche Gabriel non è preciso) e la reazione è solo possesso, senza incisività. Poi negli spogliatoi il duo Corini-Lanna suona la carica: i cambi stravolgono un troppo salentino, con Henderson e Rodriguez veri protagonisti. Alla fine la zampata dello spagnolo, al suo esordio, vale un successo che iniziava a mancare come l’ossigeno.

Gabriel, 5: stavolta non può dirsi esente da colpe sul gol preso perché il cross di Zonta attraversa tutta l’area piccola di sua competenza, senza alcun intervento, nemmeno suo. Il Vicenza poi non lo impegna più, ma ora sono tredici le gare consecutive in cui subisce reti (20 in tutta la stagione): non è solo colpa sua, ma i numeri iniziano a diventare pesanti anche quest’anno.

Adjapong, 4.5: nel post-Spal ha accusato un fastidio ai flessori della coscia sinistra ma, scongiurate lesioni, tiene duro e si posiziona a guardia della corsia destra. Ma da qualche tempo è sottotono, forse stanco: al quarto d’ora guarda soltanto Marotta che con la sua zampata manda in vantaggio i biancorossi. In difficoltà anche il velocità: al 58′ Dalmonte lo brucia facilmente. Anche nel finale rischia tantissimo.

Lucioni, 6- : si rende pericoloso in un paio di occasioni, sempre di testa e sempre da azione di calcio d’angolo. Pericolosissima, in particolare, la sua incornata al 13′ che impegna severamente Grandi. Ma sull’azione del gol vicentino anche lui ha le sue responsabilità.

Meccariello, 6: stavolta lì dietro non sfigura. Non si segnalano scivoloni, ma in liana con tutto il pacchetto arretrato, poteva far qualcosa in più sul cross di Zonta da cui nasce il vantaggio di Marotta.

Zuta, 6.5: lo svedese (centrale nei 3 di difesa a Ferrara), torna sulla corsia mancina, al posto di Calderoni. Fa il suo, ma è grave l’errore in occasione del vantaggio ospite, superato troppo facilmente da Zonta. Provvidenziale, invece, la sua scivolata al 58esimo quando evita il raddoppio del fastidioso Zonta. Serve anche un bell’asssit a Stepinski che il polacco sciupa maledettamente.

Tachtsidis, 6.5: in un centrocampo che per un’ora di gioca fa troppa fatica, il faro è lui. Il regista greco è quasi sempre preciso, bravo nel verticalizzare e anche in fase di interdizione si fa valere. Una settimana era finito nel mirino delle critiche, ma i risultati si sono visti subito.

Majer, 5.5: seconda maglia da titolare consecutiva per lui, ma nemmeno oggi riesce ad incidere. Si fa notare solo con un tiro dalla distanza al 34esimo, senza esito. Per il resto, pochi contrasti vinti e poco reattivo sulle seconde palle. Esce dopo un’ora di gioco.
dal 66′ Henderson, 8: lo scozzese entra e spacca in due la partita. Il suo approccio è letale sul match, servendo i due assist che valgono i ritrovati 3 punti. Mancosu, Rodriguez e tutti i tifosi ringraziano.

Listkowski, 5.5: dopo la brutta prova contro il Pisa, il giovane polacco viene riproposto tra dal 1′. Parte con un piglio migliore, ma non lascia il segno. Il Lecce pecca di carattere ed è difficile trovarlo in lui.
dal 83′ Paganini, senza voto: ultimi minuti di gara per lui.

Mancosu, 7: il capitano è forse l’uomo più in palla e ancora una volta è lui a suonare la carica. Dopo un primo tempo in cui mette in mostra tutta la sua qualità palla al piede (ma in cui pecca nel passaggio finale), mette a segno un gol da urlo, quello del pareggio che dà il via alla rimonta. Questo Lecce non può prescindere da lui.

Stepinski, 4.5: il centravanti polacco è irriconoscibile. Nonostante il moto perenne, non riesce a rendersi pericoloso, lavorando pochissimi palloni. Spreca malamente una ghiotta occasione al 65esimo
dal 65′ Rodriguez, 7: entra, si fa ammonire, segna il gol della vittoria, si stira e deve uscire. 10 minuti indimenticabili per il suo esordio in giallorosso. Un gol da rapinatore d’area, un po’ alla La Mantia in quell’altra rimonta contro il Livorno due anni fa: se questo è lo spagnolo, allora beh, c’è da gongolare.
dal 77′ Bjorkengren, 6: dopo una lunga assenza torna in campo per mettere forze fresche in mezzo al campo.

Coda, 5: Massimo deve ritrovarsi. Il bomber del campionato cadetto è a secco da cinque turni e gli errori sotto porta ora iniziano a diventare troppi. Pochi giorni fa a Ferrara poteva risolverla lui e anche oggi spreca tanto.

Lanna, 7: stavolta i cambi sono azzeccati, negli uomini e nei tempi. Il vice di Corini disegna ancora una formazione nuova, con Listkowski nel trio di centrocampo e Zuta riproposto a sinistra. Il Lecce c’è, gioca, ma manca sotto il profilo agonistico: una squadra che gioca con sufficienza non può vincere in B. Pensavamo che il concetto fosse chiaro, ma nei primi 45′ i giallorossi pagano ancora dazio. Il solito erroraccio difensivo costa lo svantaggio, ma nella ripresa c’è la reazione, anche sua: schiera Henderson e a sorpresa anche Rodriguez (Pettinari KO alla vigilia). Le scelte pagano eccome: il Lecce torna finalmente alla vittoria e rivede la luce in fondo al tunnel. Cosa gli manca ? Eugenio Corini.



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