Lecce, la linea verde c’è: le pagelle del pareggio contro l’Empoli

Mancosu e Rodriguez salvano il Lecce da una sconfitta che per circa 80 minuti sembrava più che meritata. Per Corini ottime indicazioni dai giovanissimi.

Lecce ancora brutto, ma ancora capace di dire la sua. Dopo la prova incolore, ma che ha fruttato 3 punti, a Reggio Calabria, oggi i giallorossi vanno sotto per quasi una gara intera contro la capolista Empoli. L’iniziale 0-2, firmato Haas e La Mantia, poteva sembrava stare anche stretto agli azzurri che però nel finale tirano i remi in barca e permettono ai salentini di tornare in partita. Corini nel finale disegna un Lecce giovanissimo con in campo ben cinque under 21. A rimettere in pari i binari della sfida, così, prima è il veterano Mancosu, poi il giovane talento di Rodriguez.

Gabriel, 6.5: dopo due clean sheet consecutivi si trova di fronte la capolista che può vantare il miglior attacco della categoria e la resistenza giallorossa cede dopo poco più di mezzora. Incolpevole sui gol, si supera con doppio prodigioso intervento su Bajrami che, alla fine del match, risulterà decisivo.

Adjapong, 5.5: una gara tutto sommato ordinata la sua che, nonostante qualche affanno in copertura, tiene bene. Ma la prestazione è macchiata dalla chiusura in netto ritardo su La Mantia in occasione dello 0-2.

Lucioni, 6: cambia ancora una volta compagno di reparto, facendo coppia con l’ultimo arrivato Pisacane. E’ tra i migliori in campo dei suoi, anzi forse il migliore, perché su ogni spiovente lui è sempre puntuale. Bello il duello tutto fisico con l’ex compagno, e grande amico, La Mantia. Prova a mettere una pezza anche in occasione del vantaggio ospite, ma Haas non era il suo uomo.

Pisacane, 6: complice anche l’indisponibilità di Dermaku, l’esperto centrale appena arrivato va subito in campo. Prende in consegna Leonardo Mancuso e il suo debutto è pulito, ordinato, senza sbavature. Esperienza su cui si potrà contare.

Zuta, 5: Calderoni è ancora alle prese con i problemi fisici e lui è sempre lì, lungo l’out mancino. La botta alla testa rimediata a Reggio Calabria è solo un lontano ricordo, ma stavolta la sua prestazione non è bella. L’Empoli dalle sue parti fa il bello e cattivo tempo e anche in uscita non è sempre preciso. Esce nel finale di match.
dal 76′ Gallo, 6.5: entra con la personalità di un veterano e dimostra di essere più di una alternativa per la corsia mancina.

Tachtsidis, 6- : un’ottima prova davanti alla difesa per lui che in chiusura è sempre preciso. Ma è in fase di impostazione che soffre maggiormente, con appoggi spesso fuori misura e nessuna grande intuizione. In avvio di ripresa si becca un giallo che gli costerà la squalifica per la prossima trasferta sul campo del Pordenone e per evitare ulteriori guai Corini lo sostituisce.
dal 66′ Hjulmand, 6.5: debutto anche per lui che entra a risultato apparentemente compromesso. Doveva essere solo mezzora per prendere confidenza con i nuovi compagni in vista della prossima gara dove potrebbe toccare a lui guidare la manovra, invece mette il suo zampino fondamentale nell’occasione del 2-2.

Majer, 5- : recupero-lampo dopo il problema legamento del ginocchio sinistro e così, dopo l’ultimo spezzo di match contro la Reggina, stavolta torna tra i titolari. Ma la sua è tra le prove più opache in giallorosso e la fotografia perfetta è quella che arriva in avvio di secondo tempo quando viene superato con troppa facilità da Bajrami in occasione del raddoppio ospite.
dal 54′ Rodriguez, 7: se per Pettinari scrivevamo che aveva bisogno di più tempo quando era chiamato a subentrare, a lui bastano sempre una manciata di minuti per graffiare. Il suo gol è perfetto, preciso, e anche stavolta decisivo.

Nikolov, 5: il macedone debutta subito, ad appena 5 giorni dal suo arrivo. L’ex Mol Fehervar va a comporrei tris di centrocampo, ma l’impatto con il calcio italiano non è dei migliori. Nonostante una bella dose di personalità, dopo appena 5 minuti rimedia il primo cartellino giallo e in occasione del vantaggio azzurro è lui a perdersi l’inserimento di Haas. Esce poco dopo l’inizio del secondo tempo.
dal 54′ Bjorkengren, 6: se il vero Bjorkengren è quello che è entrato nell’ultima parte di gara, allora per la mediana giallorossa c’è un altro rinforzo. Si getta su ogni pallone e sulla rimonta c’è anche il suo apporto.

Henderson, 5: le tante assenze nel reparto avanzato obbligano lo scozzese ad agire sulla trequarti, accanto al capitano e alle spalle di Stepinski. La nuova posizione non è l’ideale per lui che nella ripresa prova ad agire da solo dopo l’avanzamento di Mancosu in attacco. Ma dopo il secondo svantaggio Corini richiama in panca anche lui.
dal 54′ Listkowski, 6: entra con la giusta mentalità anche lui e serve l’assist a Mancosu per il gol che riapre la partita.

Mancosu, 6.5: il capitano oggi divide il suo raggio d’azione con Henderson e questo forse lo limita un po’. Dai suoi piedi i compagni cercando le accelerazioni giuste, come quella della mezzora che però lui sciupa con un tiro-cross sbagliato. Poi il lampo. Il suo gol, il settimo in campionato, è di una precisione chirurgica e ha l’effetto di rianimare tutti.

Stepinski, 5: dopo aver risolto con un colpo di tacco la complicatissima gara contro la Reggina, il polacco si addossa tutto il peso dell’attacco. Il compito non è facile, anche per via dell’avversario che si trova di fronte, ma 0 tiri in porta non sono un bel dato.

Corini, 6.5: una settimana non semplice per lui che ha dovuto gestire la moria offensiva e gli inserimenti dei nuovi arrivati. Ed è proprio dai volti nuovi che cerca subito risposte, inserendo subito Pisacane nel cuore della difesa e Nikolov nel tris di centrocampo. Disegna un vero e proprio albero di Natale con Mancosu ed Henderson inedita coppia di trequartisti alle spalle di Stepinski. La soluzione tattica, l’unica possibile, non dà i suoi frutti e l’Empoli ci mette poco a prendersi il predominio del campo: il vantaggio, però, come sempre arriva da una disattenzione difensiva, e il raddoppio in avvio di seconda frazione lo obbliga a rimescolare le carte. Il Lecce è spento, abulico e i suoi cambi con tanti giovani in campo sembrano essere soltanto l’occasione per dare minutaggio a qualcuno. E invece la sua linea verde lo ripaga eccome: tutti i subentrati entrano col giusto piglio e per lui è un ottimo segnale.