Gabriel chiude tutto, Mancosu non c’è. Le pagelle di Lecce-Reggina

Il guizzo geniale di Stepinski e la super prova di Gabriel valgono i 3 punti, ma contro la Reggina non è stato un bel Lecce.

Vittoria soffertissima per il Lecce che al “Granillo” di Reggio Calabria batte i granata grazie ad un guizzo geniale di Stepinski. Ma la prova dei giallorossi non è da big, finendo per soffrire il gioco dei padroni di casa per tutto il secondo tempo. Sugli scudi, allora, c’è Gabriel che para un rigore a Menez e blinda la sua porta per la seconda volta consecutiva. Corini alla fine scarica la sua tensione andando a battibeccare con la panchina calabrese, segno di come la squadra sentisse l’importanza del match.

Gabriel, 8: dopo il clean sheet contro il Monza, il portierone brasiliano cerca e trova conferme. La Reggina approccia molto bene al match, sa giocare, ma non crea molti affanni. Efficace il suo intervento alla mezz’ora quando sbarra la strada a Rivas ed evita il pari. Nella ripresa in campo ci sono solo i padroni di casa, ma lui è sempre pronto. Superlativo il suo intervento sul rigore di Menez.

Adjapong, 6: una botta al ginocchio destro rimediata in settimana non lo scalfisce. Dopo aver rifiatato grazie alla sosta, prende in consegna sempre l’out destro. Fa il bello e cattivo tempo perché quando c’è da proporsi non sempre è nella posizione giusta, ma ha il grande merito di servire l’assist vincente a Stepinski. Molto più preciso e puntuale, invece, in fase di chiusura.

Lucioni, 6.5: scontato il turno di squalifica, torna nel cuore della difesa, in coppia con Dermaku prima, con Meccariello poi. Soffre (ma non è una novità) quando arrivano palle per le vie centrali e da una situazione simile arriva il calcio di rigore per la Reggina. Ma è palese l’errore dell’arbitro: il suo è un grande anticipo con lo spallino.

Dermaku, 6- : il centrale albanese doveva essere il primo, vero, rinforzo per la difesa. Dopo la prova attenta contro il Monza compone la coppia di difesa insieme allo ‘Zio’ Lucioni, ma i guai muscolari sono sempre dietro l’angolo e alla mezzora, dopo una chiusura, accusa l’ennesimo fastidio alla coscia destra e deve ancora alzare bandiera bianca.
dal 33′ Meccariello, 7: tenuto inizialmente in panchina proprio in caso di necessità, c’è bisogno di lui già al 33esimo, quando rileva Dermaku. Dà prova di solidità e reattività, come testimonia il super salvataggio sulla linea al 65esimo.

Zuta, 6: l’ordinata prova contro il Monza e le non perfette condizioni di Calderoni valgono un’altra maglia da titolare. Lo svedese-macedone fa il suo senza strafare: in avvio di gara rimedita una testata con Charpentier che gli costa una vistosa fasciatura. Nel primo tempo cerca lo spunto anche in avanti, che però non arriva; mentre nella ripresa bada solo a coprire, finendo spesso anticipato.

Tachtsidis, 6+: sosta provvidenziale per lui che aveva davvero tanto bisogno di ricaricare le pile. Parte un po’ a rilento, ma quando alza il ritmo si nota eccome. Il centrocampo giallorosso oggi non brilla e nel tris in mediana è lui il migliore. Ammonito al quarto d’ora del secondo tempo, perde qualche pallone in uscita.

Björkengren, 6- : vince il ballottaggio con Listkowski e prende posto nel tris in mediana. Lavoro oscuro e di tanto movimento per lui che, però, tocca pochi palloni. Esce senza grandi sussulti dopo un’ora.
dal 59′ Majer, 6: recupero record per lo sloveno che solo pochi giorni fa aveva accusato un problema al ginocchio sinistro. Entra per l’ultima mezzora dando un grosso contributo in copertura.

Henderson, 6+ : Tachtsidis è in regia, Bjorkengren è più attendista, e allora spetta a lui cercare l’incursione giusta. L’approccio non è dei migliori, ma quando inizia ad ingranare cerca sempre la giocata giusta, come quella che porta al gol di Stepinski dopo un bel dialogo con Adjapong. Ammonito nel corso della ripresa, lascia spazio a Listkowski.
dal 60′ Listkowski, 5: entra, non tocca nemmeno un pallone e viene ammonito. Brutto il suo approccio.

Mancosu, 5: in avanti le scelte sono davvero obbligate per Corini e tocca a lui inventare qualcosa di buono. Ma oggi l’impressione è che il capitano giri a vuoto, evanescente. Non si accende e, di conseguenza, non illumina.
dal 81′ Calderoni, senza voto: entra nel finale per dare manforte in difesa.

Stepinski, 7: dopo otto giornate di tremenda astinenza, il centravanti polacco torna a festeggiare una rete, ancora un volta decisiva. Il suo colpo di tacco deviato in rete potrà anche essere stato fortunato, ma denota tutta l’intelligenza di Mariusz. Per il resto, pochi palloni giocati, ma tantissimo movimento.
dal 81′ Dubickas, 5: doveva entrare per cercare di tenere alta la squadra con qualche pallone, finisce solo per provocare una serie infinita di falli.

Coda, 5.5: poco prima del fischio d’inizio Diaw del Pordenone lo spodesta dal trono di capocannoniere del torneo e lui cerca a più riprese di riprendersi il suo posto. Ci prova sia col destro, sia col mancino, ma le sue conclusioni sono sempre fuori misura. Bene nei movimenti, ma sul suo voto pesa come un macigno il doppio giallo che gli costerà il big match contro l’Empoli.

Corini, 6: dopo la sosta il mister sperava di avere qualche alternativa in più per il suo scacchiere. Invece i giallorossi devono fare i conti con qualche acciacco di troppo, e le assenze causa-mercato di Falco e Pettinari non fanno altro che aumentare le difficoltà. Schiera l’unico undici titolare possibile, preferendo il più accorto Bjorkengren al più offensivo Listkowski e in meno di un quarto d’ora e deve rinunciare anche a Dermaku. Davvero tanti problemi per lui che si riverberano anche sul campo, con il Lecce che fa fatica a trovare la sua fluidità di manovra. Il Lecce concede troppo alla Reggina, consegnandosi ai granata per tutto il secondo tempo. Ma nonostante l’inferiorità numerica il Lecce regge, dando comunque prova di resistenza, sia fisica che mentale. Ma è chiaro che contro la capolista Empoli, sabato prossimo, servirà ben altro.



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