Nel segno di Petriccione e La Mantia, ma questo gruppo è immenso. Le pagelle dell’ultima vittoria

Petriccione dà una bella botta di adrenalina e nel momento migliore dei liguri, La Mantia buca ancora Lamanna. È la sintesi perfetta di un campionato cinico, volenteroso, bello ed emozionante.

E’ Serie A! Il Lecce batte lo Spezia e ritorno nel calcio che conta dopo un solo anno di cadetto. L’ultimo successo lo firmano Petriccione e La Mantia. La sofferenza finale rende epica una giornata destinata a rimanere negli annali.

Vigorito, 7: molto bene il portierone ex Frosinone che si riprende una categoria al termine di un match al top della concentrazione. Devia in corner un bel tentativo dalla distanza di Ricci, poi sempre tempestivo nelle uscite. Provvidenziale il suo tocco su tentativo di Galabinov, sventato anche con la complicità della traversa e del fido Venuti. Peccato per il gol incassato su azione da corner da Capradossi che “regala” un finale da brividi.

Venuti, 7.5: il clamoroso salvataggio sulla linea al 21esimo, quando la palla resta in bilico dopo il tocco di Vigorito e il successivo sulla traversa su tentativo di Galabinov, vale quasi come un gol. Sarebbe stato il gol dell’1-1. Un gioiello che impreziosisce una gara sempre puntuale, condotta ottimamente in entrambe le fasi.

Lucioni, 8: rimedia un giallo dopo 12 minuti per una trattenuta su ripartenza di Galabinov, ma questo non lo condiziona più di tanto. Per il 9 dello Spezia e compagni un vero osso duro da mordere. Termina così una stagione vissuta da autentico leader. Voleva la Serie A a tutti i costi, e la voleva con il Lecce.

Meccariello, 8.5: suo il primo tentativo a rete, trovando bene il tempo per lo stacco di testa al 6’ su calcio d’angolo: la palla però si spegne di poco fuori. Si conferma elemento irrinunciabile per Liverani che ad inizio anno lo ha voluto, lo ha coccolato, lo ha strigliato e lo ha fatto diventare uno degli idoli della tifoseria.

Calderoni, 8: tre partite dopo, torna a riprendersi la sua corsia di competenza. Il ritmo partita si vede che è venuto a mancare, ma quando mette il turbo, non ce n’è per nessuno. Sradica non si sa quanti palloni dai piedi di Maggiore e Gyasi.

Tachtsidis, 8.5: dopo aver morso il freno per squalifica in quel di Padova, torna a dirigere l’orchestra. La sua presenza in questo scacchiere è vitale: detta i tempi, vede spazi che per gli altri nemmeno esistono e getta acqua sul fuoco quando occorre. È stato il top player di questa stagione.

Petriccione, 9: firma forse il gol più importante della sua giovane carriera, quello che fa saltare subito il banco all’ottavo minuto: un piattone su servizio di Falco che fa esplodere i 30mila del “Via del Mare”. Una gioia meritata per l’ex Bari che, giunto in punta di piedi, si è da subito conquistato un ruolo decisivo in questo Lecce. Insieme a Tonali meriterebbe le attenzioni della Nazionale.

Majer, 8: chi aveva, legittimi, dubbi al suo arrivo, ha fatto presto a ricredersi. Lo sloveno ha dato un apporto decisivo nella seconda parte di stagione, e oggi si è ripetuto ancora. Tanta legna in mezzo al campo, ma anche due tentativi di andare a rete: prima la bordata dal limite dell’area al 25esimo, poi ci riprova al volo al 13’ del secondo tempo, ma Lamanna blocca. Raccoglie applausi scroscianti alla momento della naturale sostituzione.
dal 34′ Tabanelli, 7: ultimo quarto d’ora per l’uomo della provvidenza. Tiene il pallone lontano da pericoli.

Mancosu, 8: il capitano entra in campo con la giusta mentalità, quello del veterano che ha già mandato nel dimenticatoio, almeno per 90 minuti, la festa di un anno fa. Un paio di bei recuperi, altrettante ripartenze capaci di infiammare il “Via del Mare”. E’ il faro di questo gruppo e corona finalmente un sogno

Falco, 9: si accende subito: nei primi dieci minuti costringe gli ospiti al fallo, si inventa un paio di dribbling ubriacanti, ma soprattutto serve l’assist al bacio sui piedi di Petriccione in occasione del gol del vantaggio. Non soddisfatto si ripete quando alla mezzora la mette anche sulla testa di La Mantia che sigla il 2-0. È certamente il migliore in campo, ancora una volta, perché lui la Massima Serie la può giocare eccome, ma soprattutto lui la vuole giocare con il suo Lecce.
dal 40′ s.t. Scavone, 7: è da brividi il suo ritorno in campo dopo il brutto infortunio del 1 febbario scorso.

La Mantia, 7.5: ci mette qualche minuto a ingranare, forse a rompere il ghiaccio con l’emozione oggi palpabile, ma alla prima occasione utile fa ancora centro, ancora una volta di testa, mandando il rete il pallone che vale il 2 a 0. Nella ripresa sfiora un altro gol. È come sempre implacabile in area, ma a fine stagione non riesce a fare quel lavoro di sponda che tanto utile è stato per un interno campionato. È entrato nel cuore della gente e difficilmente ne uscirà. Gli applausi alla sua uscita ne sono una prova provata.
dal 28′ s.t. Palombi, 7.

Liverani, 10: questa promozione, tanto bella quanto insperata, è la sua creatura più bella. Aveva detto che mancava un tassello per scrivere la storia, e quel tassello era fatto di voglia, grinta, emozione e anche paura di fallire. Per l’ultimo impegno della stagione ritrova la formazione-tipo, con il recupero di Caderoni e il rientro dalla squalifica di Tachtsidis: il Lecce approccia bene, ma lo Spezia parte a razzo e mette in difficoltà i giallorossi. Petriccione però dà una bella botta di adrenalina e nel momento migliore dei liguri, La Mantia buca ancora Lamanna. È la sintesi perfetta di un campionato cinico, volenteroso, bello ed emozionante. Al triplice fischio viene portato in trionfo, e non poteva essere altrimenti.



In questo articolo: