Il Lecce spreca, lo salva Gabriel. Le pagelle del pareggio di Cosenza

Primo tempo dominato, ma alla fine le tante occasioni non capitalizzate costano carissime: il Lecce impatta a Cosenza dopo tanti sprechi e altrettanti miracoli di Gabriel.

Partenza a spron battuto, vantaggio di Coda un rigore sbagliato e un’altra occasione clamorosa per trovare il raddoppio. Il Lecce esce da Cosenza con un punto, tante recriminazioni ma anche la consapevolezza che poteva tornare in Salento a mani vuote se non fosse stato per un super Gabriel tra i pali. Dopo un primo tempo dominato, Eugenio Corini (espulso) vede i suoi soffrire più del dovuto.

Gabriel, 8.5: meno di 8 minuti e già è costretto agli straordinari, chiudendo con i piedi lo specchio a Carretta involato in solitaria. Poi altri due interventi da categoria superiore su Sciaudone. Nella ripresa si oppone bene e Bittante ma non può nulla sulla ribattuta di Gliozzi che, forse, parte in offside. Che volo all’ottantacinquesimo sulla botta dalla distanza di Petrucci.

Adjapong, 6- : ottima la sua prova contro la Cremonese e una nuova maglia da titolare è pressoché scontata. Non particolarmente propositivo, fa il suo senza eccedere. A metà del secondo tempo perde una brutta palla che, complice anche una giocata maldestra di Meccariello, rischiava di favorire il Cosenza.

Lucioni, 6: cambia il collega di reparto in continuazione, lui resta sempre una presenza fissa. Fascia da capitano al braccio, si concede giusto un paio di sbavature in uscita.

Dermaku, senza voto: dura meno di nove minuti la sua attesissima gara da grande ex. Dopo l’esordio con gol mercoledì sera, si conferma del cuore della difesa ma al 8′, per rincorrere Carretta, accusa un problema alla coscia destra ed è costretto ad alzare bandiera bianca.
dal 9′ Meccariello, 5.5: pronti-via ed è costretto ad entrare a freddo dopo l’infortunio di Dermaku. Nonostante il buon approccio, nella ripresa qualche brivido: prima ci prova di testa al 55′ ma il suo colpo di testa è debole e facile per Falcone, poi un paio di scelte sbagliate in fase di chiusura.

Calderoni, 6: con Zuta non al meglio, torna a giocare dal 1′. Prestazione ordinata la sua, senza eccessi. Molti però i crossi fuori misura.

Tachtsidis, 5.5: rischia subito di farla grossa al 4′ quando si addormenta al limite dell’area con Sciaudone che grazia i giallorossi. Solo un errore a freddo perché poi tocca un quantitativo industriale di palloni, mettendo il suo zampino in ogni azione dei salentini. Nella ripresa, forse per un lieve problema fisico, rallenta i giri e regala troppi palloni ai silani.

Majer, 6: in netto miglioramento rispetto alle precedenti uscite. Lo sloveno torna ad essere roccioso, facendosi vedere spesso in proposizione. Il Cosenza dalle sue zone si fa vedere nel corso del secondo tempo e lui va in sofferenza.
dal 59′ Mancosu, 6: entra in un momento molto difficile, con l’inerzia del match tutta a favore dei padroni di casa. Per qualche minuto la mossa sembra quella giusta anche se tutto solo può poco. Sbaglia al 78esimo una buona occasione nel cuore dell’area avversaria.

Henderson, 6: onnipresente, è il vero uomo in più della mediana giallorossa. In ogni azione degna di nota c’è sempre la sua presenza ed è lui a lanciare Coda verso il gol dell’1-0, pescandolo sul filo del fuorigioco.

Paganini, 5.5: stavolta parte tra i titolari, complici anche l’assenza di Listkowski e le condizioni non perfette di Falco. Mister Corini gli concede la libertà di agire largo a destra o alle spalle delle due punte. Lui si disimpegna abbastanza bene: al 23′ si procura il calcio di rigore, poi fallito da Max Coda. Poco dopo pecca di altruismo: serve Stepinski quando poteva concludere a rete. Nel secondo tempo qualche pallone di troppo fuori misura.

Stepinski, 5.5: nel turno infrasettimanale è entrato a gara in corso per rimontare dallo 0-2. Stavolta Corini lo sceglie da subito, affiancandolo per la prima volta a Coda in una coppia offensiva da brividi. Molto bene in fase di movimento senza palla, ma ha del clamoroso il gol divorato al 25esimo: meglio di un rigore la palla che gli serve Paganini che però lui deposita inspiegabilmente fuori.
dal 81′ Pettinari, 6: entra forse con qualche minuto di ritardo perché con il primo tiro in porta mette i brividi al Cosenza, costringendo Falcone all’ennesimo miracolo di giornata. Ha bisogno di giocare perché l’impressione è che possa essere un’arma letale.

Coda, 6: man-of-the-match contro la Cremonese, ci mette 12 minuti per ripetersi. Spalleggia subito con Stepinski ed è proprio da un dialogo tentato con il polacco che si procura la palla del vantaggio. Male, però, dagli undici metri: batte centrale il rigore e fa fare a Falcone un figurone.

Corini, 5.5: una vigilia per nulla facile per lui che prima ha dovuto fare i conti con un paio di defezioni di peso, poi con la paura legata ad un possibile focolaio-covid all’interno dello spogliatoio, per fortuna scongiurato. Alla fine disegna la formazione ipotizzata dai più alla vigilia, con Paganini alle spalle di Coda e Stepinski. Il Lecce, come ha sempre fatto, macina gioco, passa in vantaggio e può dilagare. Sotto porta, però, manca la giusta lucidità e ne risente anche lui che stavolta va sopra le righe, battibecca con l’arbitro e viene espulso a fine primo tempo. Nella ripresa il vice Lanna lo sostituisce con maggiore verve agonistica, ma il Lecce soffre più del dovuto, rischiando addirittura di capitolare.



In questo articolo: