Lecce, con il Foggia vittoria sofferta, ma che può valere una stagione. Forse

Con i tre punti conquistati al fotofinish dalla compagine salentina, rimane accesa la speranza di conquistare un posto nei Play Off. Troppi sprechi da parte dei giallorossi e sabato si va a far visita al Martina Franca.

Dopo la deludente battuta di arresto in terra lucana ad opera del Melfi, il Lecce prova a rialzare la testa e cercare di dare al suo futuro, che proprio roseo non è, una svolta,  incominciando ad affrontare le ultime quattro partite che restano  con la giusta cattiveria agonistica che deve contraddistinguere una squadra blasonata e ferita profondamente  nell'orgoglio .

La gara di andata con i cugini foggiani, terminata 2 a 0 per i dauni, ha segnato per il Lecce l’inizio del calvario di una crisi profonda  dalla quale, ancora oggi, i salentini non riescono proprio ad uscirne.

I precedenti al "Via del Mare", tra le due compagini, parlano leccese, poiché, su 23 incontri il Lecce ha ottenuto 18 vittorie, tre delle quali con un risultato tennistico (due per 6 a 0 ed una per 8 a 0), 3 pareggi e 2 sconfitte segnando ben 50 reti e subendone appena 6.  

Con l'auspicio di incrementare sempre di più la lunga sfilza  di successi, il tecnico di Poggio Rusco si ostina a proporre  una formazione che ha visto, ancora una volta, al centro dell'attacco un inedito Doumbia, che in quella posizione non riesce davvero ad attecchire e ne è testimonianza l'ennesima  prestazione a dir poco deludente.

La gara, dopo una febbrile fase di studio, ha il suo picco al 16° quando Mannini apre la saga delle occasioni fallite, provando a beffare con un pallonetto Narciso, eroe per caso della partita, ma la sfera sorvola di poco la traversa. Non passano nemmeno tre minuti che Doumbia, della serie dilettanti allo sbaraglio, a tu per tu con l'estremo difensore ospite, sbaglia l'impossibile sparando addosso il pallone sul portiere in uscita. Al 23°, Salvi non nelle migliori delle condizioni, lascia il posto a Sacillotto. Al 34° il francese si ripete mettendo in scena il meglio del suo repertorio mandando, nuovamente, il pallone a sbattere sul corpo dell'incolpevole Narciso in uscita, che a sua insaputa diventerà protagonista in assoluto dell'incontro. Il primo tempo termina a reti inviolate denotando, ancora una volta, la mancanza di precisione in fase offensiva  handicap questo che ha caratterizzato il cammino del Lecce per tutto il suo campionato.  

La seconda frazione di gioco si apre con i giallorossi vicinissimi al gol con Mannini, ma sulla linea di porta Bencivenga di testa salva la squadra ospite spedendo il pallone in angolo. Al 54° Lepore,  colpito anche lui dal virus letale degli orrori sotto porta, solo soletto con Narciso non riesce a finalizzare l'invitante passaggio di Mannini. Come accade ormai da qualche domenica, il Foggia rischia di passare inaspettatamente in vantaggio con una punizione calciata di prima da Sainz-Maza, dove Scuffia è in ritardo, ma ben per lui e per il Lecce il pallone si stampa contro il palo. E' ancora poi, il Lecce ad andare vicino alla marcatura con Lepore al 75°, ma questa volta è Narciso a dire di no compiendo, senza essere colpito come un birillo questa volta, una splendida parata. Poco dopo, Abruzzese porta in vantaggio i salentini ma per l'arbitro la posizione è in fuorigioco e annulla la rete. Quattro minuti più tardi, Embalo da buona posizione spreca anche lui, facendo compiere nuovamente un ottima parata a Narciso.  All'83° stava per compiersi l'ennesima frittata, ma Scuffia s'impone da campione su Cavallaro compiendo una strepitosa parata. Quando ormai tutti pensavano che i play-off non fossero più alla portata dei giallorossi, ecco il Doumbia che non ti aspetti, su cross di Embalo il francese si fa trovare pronto in area e da pochi passi ha ragione dell'estremo difensore ospite portando al successo i salentini.

Vittoria sofferta, ma meritata, se non altro per le numerose occasioni avute che puntualmente i calciatori non sono riusciti  a finalizzare, probabilmente a questa squadra non si può chiedere davvero di più!  



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