Presidente il traguardo raggiunto è un successo per l’intero territorio…
È vero. A cinquant’anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, il Salice Salentino DOC rappresenta una delle espressioni più autorevoli della vitivinicoltura pugliese e mediterranea. Istituita nel 1976, la denominazione ha segnato un passaggio fondamentale nella storia enologica del Salento, introducendo un sistema di tutela capace di valorizzare un patrimonio territoriale fino ad allora quasi sconosciuto.
Cosa significa oggi produzione di qualità?
Il riconoscimento della DOC ha consentito di definire con maggiore chiarezza l’area di produzione, i vitigni autorizzati, le rese e le pratiche enologiche, ponendo le basi per un’evoluzione qualitativa profonda. Al centro si colloca il Negroamaro, vitigno storico del Salento, caratterizzato da elevata adattabilità buona resistenza allo stress idrico e spiccata vocazione alla produzione di vini strutturati e longevi. Prodotti competitivi che abbiamo fatto conoscere a tutto il mondo.
È passato il tempo dei cosiddetti vini da taglio?
Sì, oggi siamo in una nuova era. Dal punto di vista tecnico, il Salice Salentino DOC si distingue per una sua forte identità enologica: vini rossi di buona intensità, struttura equilibrata, acidità funzionale alla longevità e un profilo aromatico che spazia dalle note di frutta rossa e nera matura ai sentori speziati e balsamici, soprattutto nelle versioni Riserva. L’evoluzione delle tecniche di vinificazione e di affinamento, con un uso sempre più consapevole del legno e una maggiore attenzione alla gestione dell’ossigeno, ha permesso di affinare lo stile senza snaturare il carattere varietale. Mi sembra un fatto di notevole rilevanza.
Come avvenuto decenni fa in Toscana per il Chianti rosso, anche il Salento utilizza il vino come ambasciatore turistico…
Il modello è quello. E infatti grazie ad una progressiva modernizzazione agronomica e all’adozione di pratiche sostenibili che hanno contribuito a migliorare in modo significativo la qualità media delle uve, oggi siamo in grado di lanciare la sfida a tutti.
Al tempo stesso, il ritorno a forme di allevamento tradizionali e la riscoperta dei vecchi vigneti hanno rafforzato il legame tra vino e paesaggio, un connubio fondamentale.
Allora non resta che festeggiare…
Possiamo dire che celebrare il cinquantesimo anniversario del Salice Salentino DOC significa rendere omaggio a una denominazione che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, rigore tecnico e cultura del territorio. Un traguardo che non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un percorso orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla piena espressione del Salento vitivinicolo.
Il futuro passa da qui.
