Ma che aperitivo sarebbe senza il rustico leccese?

In una corazza di pasta sfoglia un morbido cuore di pomodoro e mozarella e magari un pizzico, ma proprio un pizzico, di pepe. È il rustico, uno dei punti forti dell’enogastronomia del Salento che prende per la gola i turisti…e non solo!

Il sole, il mare, l’ombra del Barocco, ma i turisti in cerca di relax nel Salento vogliono conoscere anche la cucina tradizionale, le sue peculiarità, le sue punte di diamante. Per la gente del luogo non è affatto raro incappare in vacanzieri intenti a chiedere le coordinate presso cui assaporare le specialità casarecce del posto: ‘Scusi, dove posso assaggiare il miglior pasticciotto?’ oppure ‘Mi dà qualche consiglio su dove fanno il rustico più buono?’

I profani della puccia, delle frise, dei calzoni, delle orecchiette e delle sagne fatte in casa devono mettere in conto che, dopo aver assaggiato queste prelibatezze, non potranno mai cancellarne il ricordo dal palato. Se il barocco ammutolisce, il mare da cartolina incanta, la cucina “strega”. Impossibile descrivere la sensazione di piacere che si prova quando, all’ora della colazione, si assapora per la prima volta il cuore morbido del pasticciotto, inserito dal quotidiano argentino “La Nacion” tra i cinque dolci più buoni al mondo.

Poi l’aperitivo al crepuscolo, magari di ritorno dal mare. Must-have della stuzzicheria è il rustico, quasi introvabile superati i confini locali. Di inimmaginabile bontà, invitante al solo olfatto, è “irresistibile” anche per gli amanti della linea terrorizzati, durante la stagione estiva, dallo spettro dei cibi ipercalorici che possono mandare in frantumi i sacrifici fatti per arrivare preparati alla prova costume.

Difficile non cedere di fronte alle calorie di quest’appetibile sfizieria che, in una corazza di pasta sfoglia, cela un morbido cuore di besciamella, pomodoro e un pizzico di pepe, perfetto per spezzare la fame insieme a una bevanda dissetante. E poi si abbina perfettamente ad uno Spritz.

In giro per il mondo ci sono tante ricette di pasta sfoglia ripiena, ma come questa no: è unica. Il re dell’aperitivo, se fatto a regola d’arte, non ha rivali: ammalia grandi e piccini, che ne restano folgorati. Insomma la storia delle “calorie” non funge da valido deterrente per rinunciare al rustico, ma risulta piuttosto il giusto prezzo da pagare per una simile bontà.

Non c’è niente da fare: l’enogastronomia e le ricette tipiche sono uno dei modi più affascinanti con cui prendere per la gola il turista e farlo innamorare del Salento. Sarà proprio nel triste inverno che il ricordo di un caffè con latte di mandorla, di un dolce tipico salentino o di una cena indimenticabile a pochi passi dal mare lo indurrà a ritornare nel tacco d’Italia, a programmare le sue vacanze in una terra, dove ci si sente accolti come in una seconda casa.