Turismo, stagionali dimenticati pronti a incatenarsi a Palazzo Chigi. La lettera al Presidente Conte

Tra i lavoratori stagionali che stanno subendo l’impatto economico della chiusura, ci sono tanti lavoratori che non rientrano strettamente nel settore turistico.

Sono la “parte invisibile” di uno dei settori economici più importante del Paese e si sentono dimenticati, più di altri. Da solo, il Turismo costituisce uno dei motori dell’economia italiana e gran parte dei suoi operatori è fatta da stagionali, da persone che svolgono quella mansione lavorativa per alcuni mesi, in attesa della stagione turistica successiva.

Non a tutti, però, spetteranno gli aiuti previsti dai decreti che stanno cercando di far fronte all’impatto economico causato dalla crisi sanitaria. Ed è per questa ragione che i lavoratori stagionali hanno indirizzato ad una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Si parte subito con una precisazione. “Stagionale – scrivono- non è solo colui che ha un contratto di pochi mesi come addetto diretto al turismo, ma rientrano anche le professioni legate al turismo. L’economia del turismo si muove con tante figure professionali che hanno in comune tempi e luoghi di lavoro, ma non hanno in comune la tipologia di contratto, in quanto alcuni hanno contratto stagionale altri un tempo determinato (che non rientra nel decreto cura Italia)”.

Un quadro ben più complicato di quanto si possa pensare e tanti lavoratori che, per difetti di forma dei decreti e per mancanza di attenzione, rischiano non solo di non ricevere alcun aiuto economico ma anche di tornare al lavoro non prima della stagione turistica del 2021.

“Quando inizia la stagione turistica insieme a Bar, Ristoranti e Villaggi aprono anche negozi commerciali, agenzie di servizi turistici, e le assunzioni vengono fatte per il settore commerciale e non strettamente turistico, come ad esempio gli addetti alle vendite che lavorano in negozi aperti solo nel periodo turistico”.

Una precisazione più che necessaria, secondo gli stagionali, per comprendere quanto sia “grave l’azione compiuta dall’IMPS”. Il 15 maggio, “dopo 40 giorni di attesa l’INPS respinge in blocco le domande non evase, tutto a pochi giorni dal nuovo Decreto (Rilancio). La gravità di questa azione ha portato conseguenze devastanti, creando stagionali di serie A e stagionali di serie B, proprio perché non sono stati inclusi nel suo decreto tutti gli stagionali, come da precisazione, e anche perché le nostre domande vengono evase da impiegati che non riescono a comprendere che dietro ogni domanda c’è una persona con una famiglia, che spera proprio nell’esito di quella domanda per prendere un po’ di aria”.

“Presidente – concludono – cosa ne sarà di noi e delle nostre famiglie? Speriamo con tutto il cuore che possa leggere questa lettera e riuscire a sensibilizzare il governo sul tema dei lavoratori stagionali, riflettendo sul fatto che tanti di noi potranno ritornare al lavoro solo nella primavera 2021”.