Buen Camino: il viaggio di Checco Zalone che ti strappa il cuore (e una risata)

Checco Zalone torna al cinema con Buen Camino: una commedia esilarante e toccante sul Cammino di Santiago, tra risate irresistibili e momenti di profonda umanità

Checco Zalone colpisce ancora con Buen Camino, un film che trasforma il Cammino di Santiago in una commedia irriverente e profondamente umana, capace di far ridere a crepapelle mentre scava nei cuori. Diretto da Gennaro Nunziante e uscito nelle sale il 25 dicembre 2025, è già un trionfo al botteghino, mescolando la satira con un viaggio di redenzione padre-figlia che arriva dritto al punto, lasciandoti con le guance umide, ma con il sorriso stampato mentre canticchi, senza volerlo, la canzone finale.

Dal lusso alla semplicità

Checco è un erede miliardario superficiale, vanitoso e ossessionato dal lusso sfrenato – ville, Ferrari, una fidanzata modella messicana – che vive alle spalle del padre malato, fondatore dell’azienda di famiglia, la Divani Zalone. Pochi giorni prima del suo 50º compleanno, la figlia adolescente Cristal, avuta dalla ex moglie Linda, fugge di casa per intraprendere da sola gli 800 km del Cammino, verso Santiago de Compostela, inseguendo un senso che il padre non le ha mai dato.

Checco, inizialmente inorridito dall’idea di camminare, la insegue in Ferrari fino a Pamplona, dove la sua auto viene distrutta dai tori durante la Festa di San Firmino. Umiliato – con tanto di parrucchino strappato – decide di unirsi al gruppo di pellegrini capitanato da Alma, una affascinante spagnola che diventa faro in quel caos.

Immagina quei passi: Checco, l’uomo che non ha mai camminato se non per un aperitivo, inciampa tra salite ripide e notti in ostelli affollati. Litiga con Cristal, che gli spara accuse taglienti e lui, per la prima volta, non ha difese. È qui che il film ti prende per mano: tra gag esilaranti su finti mistici e social addicted, emerge un padre che scopre la figlia, non come accessorio, ma come miracolo fragile.

Momenti che toccano l’anima

La forza del film sta nell’equilibrio perfetto. Zalone calibra volgarità e profondità con maestria: risate sguaiate si alternano a momenti toccanti, come quando Checco spinge Cristal in sedia a rotelle dopo un incidente o quando affronta una operazione, non prevista, che lo umanizza. Alma, con il suo mistero che si svela piano, insegna che la vera fede è nei passi condivisi.

Buen Camino eccelle nel fondere risate sguaiate, è un abbraccio che arriva dopo 800 km di lacrime e risate e ti lascia con un messaggio universale: il vero lusso è il tempo passato con chi ami.

Forse non è il solito Zalone fatto di gag urlate e parolacce a raffica, ma un Checco più umano, vulnerabile e sorprendentemente tenero: un Zalone che fa ridere e, allo stesso tempo, ti mette davanti al cuore, ricordandoci che il vero viaggio è quello che ti trasforma dentro. Insomma, questo film non cala mai, colpisce duro e lascia il cuore più leggero – 5/5 stelle, il miglior Zalone da anni.

Correte al cinema, buen camino!