Nel profondo Salento, a Gagliano del Capo, ha preso forma una realtà che unisce artigianalità, innovazione e identità territoriale: Corderie Italiane. Alla guida c’è Giuseppe Savarelli, 36 anni, laureato in Management Aziendale con il massimo dei voti, oggi amministratore delegato dell’azienda di famiglia. Con lui abbiamo ripercorso le tappe principali di un’impresa che è riuscita a trasformarsi nel tempo, restando fedele all’eccellenza del made in Italy.
Giuseppe, qual è l’origine della vostra azienda?
«Corderie Italiane nasce nel 1989 e porta la firma di mio padre, Cosimo. Inizialmente la produzione era concentrata sugli spaghi per le calzature, un settore in cui eravamo molto conosciuti anche all’estero. All’inizio degli anni Duemila, però, la crisi colpì duramente quel mercato. Fu allora che mio padre ebbe l’intuizione di cambiare strada, allargando il proprio raggio d’azione. Destinò solo un ramo aziendale alla produzione di spaghi, concentrando le proprie forze nella produzione e nella commercializzazione di corde e accessori per la nautica, edilizia, ferramenta, hobby e fai da te. Una scelta coraggiosa che ci ha permesso di crescere.»
Che significato ha, oggi, guidare un’azienda nata e cresciuta nel Salento?
«Per noi il legame con questa terra è fondamentale. Operiamo in una zona splendida della Puglia e siamo convinti che il contesto in cui lavoriamo influenzi positivamente anche i nostri prodotti. Il nostro motto “Legati alla qualità”nasce da qui: dal voler trasferire nei cordami i valori tipici del nostro territorio – impegno, autenticità e rispetto per il lavoro ben fatto. Il Salento ci ha insegnato che la bellezza e la fatica vanno di pari passo.»
Il marchio Made in Italy è uno dei vostri punti di forza. Cosa significa concretamente?
«Vuol dire garantire ai clienti tracciabilità, cura e rispetto del lavoro. Le materie prime provengono esclusivamente da fornitori italiani accuratamente selezionati. La produzione viene realizzata con tecnologie moderne, ma il vero plus rimane il capitale umano: professionisti formati, competenti e appassionati. Sono loro che ci consentono di immettere sul mercato prodotti apprezzati per solidità e durata.»
Negli anni avete introdotto un modello di servizio particolare. Di cosa si tratta?
«Non ci limitiamo a vendere corde. Vogliamo offrire un supporto completo, affiancando i nostri clienti in tutte le fasi. Il nostro approccio si articola in tre momenti: progettazione del layout del punto vendita, fornitura dei sistemi espositivi e assistenza dopo l’acquisto. Analizziamo i magazzini, studiamo le rotazioni dei prodotti e suggeriamo soluzioni su misura per ottimizzare spazi e redditività. È un metodo flessibile, adatto tanto alla grande distribuzione quanto ai piccoli rivenditori. L’idea di fondo è semplice: chi lavora con noi deve sentirsi seguito e supportato.»
Negli ultimi anni vi siete concentrati molto sul settore del fai da te. Perché?
«Perché i consumatori stanno cambiando. Sempre più persone vogliono acquistare in autonomia, senza intermediari. Per questo abbiamo pensato a espositori chiari e immediati, che aiutino il cliente a orientarsi. Abbiamo anche creato un catalogo ampio e ben strutturato, che va dalla nautica al giardinaggio fino all’hobbistica. I prodotti sono confezionati in blister, pronti per la vendita self-service. È una scelta che ha portato risultati molto positivi.»
Quali prospettive vedi per il futuro dell’azienda?
«La nostra sfida è rimanere competitivi senza snaturare quello che siamo. L’opportunità è continuare a innovare, mantenendo però la qualità come riferimento assoluto. Stiamo ampliando la gamma e guardiamo con interesse alla sostenibilità, un tema che sarà sempre più centrale. Vogliamo crescere, ma tenendo ben saldi i nostri valori: affidabilità, cura del cliente e prodotti di eccellenza.»
E cosa significa, per te, essere un imprenditore in Italia?
«Vuol dire scommettere ogni giorno sulle persone e sul territorio. Significa ascoltare le esigenze del mercato, ma senza dimenticare i propri principi. Essere imprenditore è un impegno costante, fatto di sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni. Per me il momento più bello è vedere le nostre corde partire da Gagliano del Capo e arrivare in tutta Italia e in Europa: in quei prodotti viaggia anche un pezzo del nostro Salento.»
