Personale sanitario, no alle dismissioni sì alle stabilizzazioni. Fsi Usae scrive ad Emiliano

Per il sindacato si tratta di riconoscere il percorso di allungamento dei contratti a tempo determinato, ribadendo la necessità di procedere con le assunzioni e le stabilizzazioni del personale

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«Come Fsi Usae Puglia rivendichiamo per tutti i lavoratori della Sanità della Regione Puglia la stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti gli operatori che hanno già raggiunto alla data odierna i requisiti dei 36 mesi e che li raggiungeranno entro il 31/12/2021 con emanazione del relativo Bando di ricognizione degli aventi diritto entro il più breve tempo possibile e nel contempo la Proroga Urgente sino al 31/12/2022 di tutto il personale dipendente in servizio a tempo determinato presso tutte le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere della Regione Puglia , alla luce di quanto previsto dalla Manovra Finanziaria 2022, con cui gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale vengono autorizzati a stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l’emergenza Covid. La Giunta Regionale Pugliese dia una volta per tutte le risposte giuste a tante migliaia di lavoratori della Sanita Pubblica Pugliese in attesa di stabilizzazione».

Non ha fatto in tempo a trattenere per sé la delega alla Sanità lasciatagli dall’assessore dimissionario Pier Luigi Lopalco che il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano si trova al centro di una grande e importante battaglia che i sindacati stanno portando avanti a favore della stabilizzazione del personale sanitario.

Parole nette quelle che Francesco Perrone, segretario Regionale Puglia e Territoriale Lecce della Fsi Usae rivolge alle autorità sanitarie di Via Gentile oltre che ai direttori generali delle Asl pugliesi a cominciare da quello di Lecce per chiedere che non vengano perdute le professionalità che sono maturate nei mesi scorsi della difficile gestione della crisi sanitaria, che sembra lontana ancora dall’essere del tutto archiviata.

Francesco Perrone, Segreterio territoriale Fsi-Usae Lecce

Sembra poi incredibile che si discuta di tagli e dismissioni vista la disponibilità del Governo Italiano nel mettere a disposizione nella Manovra Finanziaria 2022, le risorse necessarie per i precari storici e per quanti sono stati chiamati a contrastare l’epidemia da Covid-19 in questi ultimi 24 mesi.

«Richiediamo una riunione urgente con tutte le rappresentanze sindacali regionali dell’Area di Comparto e dell’Area Sanità per trovare e concordare un’intesa che disponga a tutte le Aziende Sanitarie della Regione Puglia la proroga dei contratti a tempo determinato dei lavoratori del comparto sanità, che sono in scadenza al 31 dicembre 2021, almeno di un anno, ossia fino alla fine del 2022. Nella Legge di stabilità – conclude Francesco Perrone – la possibilità di stabilizzare i precari assunti nel corso dell’emergenza Covid-19 è, tutt’ora, troppo limitativa, in quanto di fatto esclude ancora una enorme platea di professionisti che si sono distinti nei momenti più duri della pandemia, dato che il loro reclutamento in misura massiccia è avvenuto in data successiva a quella del primo gennaio 2021. Infatti, l’articolo 92 della Manovra Finanziaria: Proroga dei rapporti di lavoro flessibile e stabilizzazione del personale del ruolo sanitario – pur portando da 36 a 18 mesi il requisito per la stabilizzazione precari assunti durante l’emergenza (di cui 6 mesi necessariamente lavorati nel periodo gennaio 2020/giugno 2022), permette la stabilizzazione solo per quei lavoratori a tempo determinato che hanno avuto un rapporto di lavoro con gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Si evidenzia la necessità di portare alla data del 31 dicembre 2022 il limite entro il quale raggiungere il requisito dei 18 mesi per la stabilizzazione prevista dall’articolo 92 ed al 31 dicembre 2024 – dunque a distanza di 24 mesi – il limite per la stabilizzazione previsto dalla Legge Madia, certificando un reclutamento speciale di questi lavoratori. Ampliando la platea dei possibili beneficiari della stabilizzazione, includendo tutti i profili e le forme contrattuali di lavoro utilizzati durante questa fase emergenziale»



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