Porta a porta. Bussa Monteco, ma i condomini non rispondono

Ieri pomeriggio incontro con la stampa e i cittadini per illustrare le problematiche di una raccolta differenziata che sta incontrando non pochi ostacoli di ordine tecnico, relativi non solo alla mentalità degli utenti, ma anche alla conformazione di molte palazzine.

Le difficoltà erano prevedibili, non soltanto per l’esigenza di cambiare la cultura del rifiuto, ma anche per le questioni prettamente tecniche. Insomma, dopo una lunga battaglia legale tra le imprese e l’assegnazione del maxi appalto alla Ditta Monteco di Mario Montinaro i lavori sono partiti per inserire anche Lecce tra le città virtuose nella raccolta differenziata: per la città – ovvero per i quartieri dove si dovrebbe partire con il porta a porta, rione San Pio, Villaconvento e centro storico – si vedono gli operatori con i mezzi aziendali per ritirare i cassonetti esistenti per la raccolta di vetro, carta, plastica.
Ma in vista del 4 maggio, il condizionale è d’obbligo. Come avevamo già anticipato, ascoltando i responsabili dell’azienda, i problemi non sono pochi: i cittadini che non abbiano ricevuto il kit di raccolta perché non presenti nel domicilio al momento della consegna, se pur invitati a presentarsi per ritirarlo all’info point presso chiesetta Balsamo in via Pozzuolo o presso i presidi mobili di porta Napoli e piazza Italia nei pressi di Porta San Biagio, ancora non hanno scaldato i motori.

Mancano soltanto 4 giorni all’avvio, ma la ditta Monteco si sta vedendo costretta a incontrare in più di un’occasione i cittadini, ma soprattutto gli amministratori di condominio. Sì perché uno dei problemi reali è che sono molte le palazzine che non hanno un cortile interno dove realizzare l’isola ecologica nella quale i condomini possano conferire il rifiuto o dove posizionare le pattumelle che all’indomani verranno ritirate come da calendario dagli operatori Monteco.
Gli abitanti delle palazzine con più di sei appartamenti sono, infatti, chiamate ad uno sforzo di volontà per mettere le pattumelle fuori casa, con tutte le problematiche per le persone anziane o non autosufficienti o con il serio rischio di vedere ammassi di rifiuti sui marciapiedi laddove – come in pieno centro – non vi sia uno spazio interno dove conferire i bidoni.

Un incontro informativo ieri è stato necessario nel rione San Pio in via Salvemini. Qui la responsabile comunicazione Monteco, Angela Albanese e l’amministratore di condominio, Giovanni Ampolo, di Gesticond, si sono resi disponibili a rispondere a tutte le domande del caso.

Angela Albanese, responsabile comunicazione della ditta Monteco ha spiegato “i cittadini devono rendersi conto dell’importanza di questa svolta. Il passaggio dal cassonetto in mezzo alla strada fino alla raccolta porta a porta è una rivoluzione importantissima e tutti gli utenti  devono preoccuparsi non soltanto di recuperare il kit qualora non l’abbiano ricevuto a domicilio, ma anche di leggere sulla brochure tutte le indicazioni utili per una corretta raccolta. Se ieri il rifiuto era considerato un misto organico, oggi occorre fare la differenza. L’organico è diverso dal secco residuo: il primo è destinato al riciclo e quindi è una risorsa, il secondo non è destinato a nuova vita e va in discarica. È utile per tutti comprendere queste poche regole anche perché così non si pagherà l’Ecotassa regionale visto che la percentuale di raccolta dovrà salire fino al 65%”.

Nelle parole di Ampolo, invece, tutta la preoccupazione per il cambiamento in essere “Solo a febbraio abbiamo saputo che la differenziata sarebbe partita il 4 maggio ed ora ci troviamo in difficoltà con centinaia di edifici a Lecce, non soltanto perché stiamo chiudendo i bilanci, ma anche perché tecnicamente molte palazzine non sono attrezzate di aree interne dove poter conferire i bidoni”.

Intanto il tempo sta per scadere per iniziare il ciclo virtuoso che a Lecce si aspettava da tempo, ma che trova i leccesi tutt’altro che pronti.



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