Poste italiane, 800 cittadini di Frigole chiedono la riapertura del loro ufficio

Adoc Lecce invia 800 firme, di altrettanti cittadini delle frazione del capoluogo salentino, a Poste Italiane. Ora si attendono delle risposte da Roma per cercare di far tornare alla normalità una situazione diventata insostenibile.

I cittadini di Frigole chiedono a gran voce la riapertura dell’ufficio postale nella loro frazione. In questi giorni, infatti, Adoc Lecce (l’associazione che si occupa di difendere i diritti dei consumatori) ha inoltrato a Poste Italiane un reclamo sottoscritto da ben 800 cittadini di Frigole.

La sottoscrizione è stata effettuata nei mesi scorsi in numerosi banchetti organizzati spontaneamente dai cittadini, anche con il supporto della locale parrocchia. Il testo della sottoscrizione si richiama all’art. 15 della Costituzione, che garantisce la libertà delle comunicazioni, ma soprattutto ai  principi del cosiddetto “servizio universale”.

Il presidente dell’associazione leccese, l’avvocato Alessandro Presicce spiega: “I cittadini di Frigole, centinaia di famiglie, molti anziani e pensionati sono stati privati di un servizio essenziale, quale quello postale. La chiusura dell’Ufficio contribuisce alla discriminazione e alla desertificazione di una contrada che invece è abitata tutto l’anno e che, a differenza di altre marine, non è composta solo da “seconde case” disabitate, ma è una vera e propria comunità con una scuola, esercizi commerciali, famiglie vere.. A dirla tutta, il citato decreto istituisce peraltro un fondo di compensazione degli oneri del  servizio universale affinché si possa garantire il servizio anche in quelle aree dove non vi sono condizioni di ritorno economico per l’esercizio del servizio stesso. Nel caso di Frigole sembra che i locali ove effettuare il servizio postale siano persino disponibili a costo zero”.

Ora Adoc e i cittadini di Frigole attenderanno la risposta da Roma da parte dei Poste Italiane spa e se la situazione non verrà risolta ricorreranno all’AGCOM (Autorità Garante delle Comunicazioni). Adoc auspica una soluzione, anche concordata con Poste Italiane, che consenta di offrire un servizio necessario ai tanti cittadini che lo reclamano.



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