Coppa America: Gregg Berhalter sarà destituito prima del torneo?

La Coppa America con i suoi  scenari imprevedibili e lo stile di gioco aggressivo delle squadre sa certamente come attirare l’attenzione.

La Coppa America fa sempre più parlare di sé per la spettacolarità delle partite. Con i suoi  scenari imprevedibili e lo stile di gioco aggressivo delle squadre sa certamente come attirare l’attenzione. Lo stesso si può dire per alcune personalità, non solo tra i giocatori ma anche per gli allenatori.

 

 

Uno di questi è senza dubbio Gregg Matthew Berhalter. La sua carriera lo vede come ex calciatore nel ruolo di difensore e oggi ricopre il ruolo di commissario tecnico per gli Stati Uniti. Un ruolo certamente prestigioso e che, pertanto, richiede una certa qualità nei risultati ottenibili.

Numeri che Gregg Berhalter ha consegnato in maniera alquanto altalenante. La performance più emblematica (e problematica) in questione ha riguardato la partita di accesso alla semifinale del Concacaf Nations League, dove lo USMNT ha ottenuto la qualificazione per un soffio, contro la squadra della Jamaica.

I fan sono in subbuglio e hanno già chiesto a gran voce di rimuovere Gregg Berhalter dalla guida della nazionale a stelle e a strisce. Nessuno si  aspettava infatti una performance così sudata. Questa partita, infatti, dava come favorita la squadra USA, come testimoniato non solo dal sentimento dei tifosi, ma anche dalle quote Coppa America offerte dai migliori bookmakers che sono spesso usate come un indicatore di previsione. Gli esperti, infatti, analizzano le probabilità in campo, lo stato dei giocatori e gli schemi degli allenatori per offrire quote che riflettono le probabilità stimate. Amatori, appassionati ed esperti sono tutti concordi sul fatto che la favorita avrebbe dovuto vincere con facilità. Ma ciò non è avvenuto.

La partita è stata salvata nei tempi supplementari dai sostituti Haji Wright e Gio Reyna. Oltre alla sconfitta, è stata anche evitata una clamorosa notizia imbarazzante: la mancata qualificazione. Basti pensare a quello che è accaduto durante la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali 2022 a seguito della sconfitta con la Macedonia.

Torniamo subito a parlare della USMNT. Può capitare? Certamente. Dando un’occhiata ai numeri che hanno caratterizzato le scorse stagioni, Berhalter ha guidato la squadra dello USMNT a vincere la Concocaf Gold Cup del 2021. Dunque, può darsi che sia una stagione sfortunata. Tuttavia, già dall’anno successivo la squadra ha raggiunto solamente gli ottavi di finale. E negli ultimi anni, le performance hanno subito diverse battute d’arresto. Non è nemmeno la prima volta che Berhalter subisce pressioni e minacce di dimissioni.

Fatto sta che i fan che seguono la squadra nazionale degli Stati Uniti hanno deciso di sfogare la propria frustrazione proprio contro Berhalter. L’allenatore ha ricevuto attributi come “perdente”, un modo quantomeno evidente di come gli spettatori stiano vedendo la stagione in corso e lo stile che l’allenatore ha voluto imprimere alla squadra.

 

 

Fanno discutere alcune sue dichiarazioni forti in merito al carattere che avrebbe restituito alla squadra: in effetti, Berhalter dichiarò che la squadra avrebbe dato spettacolo con un carattere fortemente americano e che avrebbe messo in campo uno stile di gioco unico e mai visto altrove. Ma a quanto pare, la squadra segue gli stili tattici di centinaia di altri club in giro per il mondo. Di quel carattere unico e americano (che fa leva sul sentimento patriottico della nazione) si sta vedendo veramente poco.

Tutti questi fattori sono da tenere in considerazione. Se analizziamo l’intero quadro, capiamo come mai Berhalter sia finito nel mirino dello sfogo dei fan, che cercano qualcuno contro cui puntare il dito. La minaccia delle dimissioni si fa sempre più concreta?

Questo è quello che capita anche nei livelli più alti. Ricordiamo il caso delle dimissioni di Cesare Prandelli dalla Nazionale 2013, in cui l’Italia aveva brillato ma poi aveva fallito durante la prova del nove. Prandelli aveva le sue colpe, ma forse non era solo colpa sua. In ogni caso, si è dimesso e ha lasciato il posto a qualcun altro in vista di una ricostruzione.

 

Sarà lo stesso per Berhalter? I timori sono proprio questi e i livelli di pressione sono alti più che mai. Lo sguardo è rivolto  proprio sulla sua rosa, in vista di questa Coppa America e del futuro della nazionale statunitense.

Per il momento, sembra che Berhalter resterà comunque il CT nella partita contro il Messico. Quello che succederà si rivelerà fondamentale sia per ridare carattere alla squadra, sia per garantire all’allenatore di continuare a mantenere il suo posto come CT. Così facendo, potrebbe placare (almeno per il momento) gli animi irrequieti sia dei fan che della dirigenza, riuscendo così a ottenere un po’ di respiro e proseguire la propria attività.

Tuttavia, qualora non arrivasse un risultato positivo o anche in caso la performance non si rivelasse all’altezza, potrebbe presto arrivare un’aria di cambiamento che riguarderebbe in prima persona proprio Gregg Berhalter. Staremo a vedere gli sviluppi.