“Male necessario”, a Studionews. A Casa Sanremo la psicologa Sara Sotira racconta il valore delle emozioni scomode

la psicologa Sara Sotira è stata ospite di StudioNews presso Casa Sanremo, portando uno sguardo psicologico sui brani in gara al Festival di Sanremo.

Non solo palco e classifiche, durante il Festival esistono spazi in cui la musica diventa occasione di riflessione. È in questo contesto che la psicologa Sara Sotira è stata ospite di StudioNews presso Casa Sanremo, portando uno sguardo psicologico sui brani in gara al Festival di Sanremo.

Nel corso dell’intervista, alla domanda della conduttrice su quale canzone l’avesse colpita maggiormente e per quali temi, la risposta è stata “Male necessario”, il brano portato sul palco da Fedez e Marco Masini. Il titolo stesso introduce un tema potente: esistono emozioni che percepiamo come negative, ma che hanno una funzione. Dolore, rabbia, frustrazione, senso di fallimento. Spesso cerchiamo di evitarle, anestetizzarle, nasconderle. Eppure, dal punto di vista psicologico, proprio queste emozioni possono diventare trasformative. La canzone tocca corde profonde: fragilità, cadute, ambivalenze interiori. Temi che parlano non solo agli artisti, ma a un’intera generazione abituata a mostrarsi forte e performante. Vulnerabilità in un contesto di giudizio.

Nel contesto del Festival di Sanremo, dove tutto è esposto e commentato in tempo reale, portare sul palco la vulnerabilità è un atto significativo. La cultura della performance ci spinge a mostrare solo la parte vincente, brillante, sicura. Ma quando un brano mette al centro la fragilità, accade qualcosa di diverso: si crea identificazione. Il pubblico non ascolta solo una canzone, si riconosce. Uno dei passaggi centrali dell’intervento a Casa Sanremo ha riguardato proprio questo: normalizzare le emozioni difficili. Non si tratta di glorificare il dolore, ma di riconoscerne il senso. Alcune esperienze ci attraversano, ci mettono in discussione, rompono equilibri. Eppure, proprio in quella rottura può nascere un cambiamento.

Il Festival, ancora una volta, diventa uno specchio collettivo: mentre commentiamo le esibizioni, siamo anche chiamati a fare i conti con ciò che quelle parole smuovono dentro di noi. La rubrica prosegue con nuovi contenuti pubblicati sul profilo Instagram “psicologia s”, dove Sara Sotira continua a leggere il Festival come un grande laboratorio emotivo e sociale.



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