Coronavirus, le migliori serie tv per combattere la noia da quarantena

Le serie tv più belle da recuperare: dalle più conosciute come “La Casa di Carta” e “Narcos” alle meno note come “Revenge” e “Penny Dreadful”.

C’è una serie tv per tutti i gusti, ma qualcuna ‘sfugge’ sempre. Il catalogo, costantemente aggiornato, è talmente vasto che quel titolo che vi aveva incuriosito precipita giù, in fondo alla lista, nascosto da una nuova uscita, da un nuovo successo. È quasi impossibile restare aggiornati su tutto, ma la “quarantena forzata” per evitare la diffusione del virus può essere una occasione per dedicarsi a quelle serie tv che non avete mai avuto il tempo di vedere o che sono state messe da parte per cause di forza maggiore. Siete in cerca di consigli? Ecco i titoli più chiacchierati…

«La Casa di Carta»

Quei pochi che non hanno ancora visto «La Casa de Papel», la serie tv spagnola ideata da Álex Pina diventata un fenomeno grazie al passaparola del pubblico, dovrebbero affrettarsi. La rapina del secolo alla Zecca dello Stato, architettata dal “Professore” vi terrà incollati allo schermo. Quando arriverete all’ultima puntata, non solo sarete completamente innamorati dei “cattivi” che indossano la maschera di Salvador Dalì, ma cercherete la città che più vi rappresenta per essere come Tokyo, Mosca, Berlino (forse il personaggio più riuscito), Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo. È «un’allegoria della ribellione» ha scritto Le Monde, perché la banda tecnicamente non ruba nulla, non ha intenzione di uccidere nessuno né di far male.

«Suits»

Già era seguitissima come dimostra il fatto che sia giunta alla nona (e ultima) stagione, ma la serie ha conquistato ancor più popolarità quando Rachel Zane ha tolto i panni di avvocato per vestire quelli di moglie del principe Harry. L’addio di Meghan Markle, ora duchessa del Sassex, ha completamente oscurato quello di Patrick J. Adams, Mike Ross coprotagonista del legal-drama assieme a Gabriel Macht/Harvey Specter. Se avete già visto Suits, guardate White Collar, meno conosciuta ma ugualmente bella con il suo mix di arte, crime, eleganza, ironia. C’è tutto.

«Peaky Blinders»

Impossibile non immedesimarsi nella storia della scalata clan degli Shelby –  i Peaky Blinders perché nei cappelli nascondono delle lamette mortali – tra scommesse illegali, corse di cavallo truccate, contrabbando e distillerie clandestine. Ma questa serie tv ha molto di più della trama. Ha una fotografia ricercata, una colonna sonora pazzesca, uno stile impeccabile che rispecchia un’epoca di riscatto. E (per le donne) c’è  Cillian Murphy.

«Narcos»

Non c’è nulla di Narcos che non vi piacerà, sigla compresa. È stato definito un «capolavoro di arte moderna». Narra dell’ascesa criminale di Pablo Escobar, interpretato brillantemente dal brasiliano Wagner Moura. “Plata o plomo?” diventerà il vostro modo di dire, anche nella realtà. Con la fine della seconda stagione e la morte del re del Cartello di Medellín, in molti pensavano che il drug-drama si sarebbe concluso. Pensavano male.

«Suburra»

Non è «Romanzo Criminale» e neppure «Gomorra». Forse non è neanche come il film, ma è la prima serie italiana originale distribuita da Netflix e merita, caspita se merita… È la storia della battaglia, politica e criminale, per conquistare Ostia e trasformarla in un paradiso del gioco d’azzardo. Tre i personaggi principali: Lele, il figlio di un poliziotto che stringe la mano ad Aureliano (Numero Otto nel film, interpretato da Alessandro Borghi) e Spadino. Sul trono (della malavita) di Roma c’è posto per un solo Re, ha scritto Netflix nel teaser della terza e ultima stagione. In attesa di assistere allo scontro finale, recuperate le altre due.

«Orange is the new black»

Impossibile non appassionarsi alle storie melodrammatiche delle detenute del carcere femminile di Litchfield, nel Connecticut. Tutto inizia quando Piper Chapman, una ragazza “normale” proveniente da buona famiglia, viene condannata a 15 mesi di carcere per aver aiutato, molti anni prima, la sua vecchia fidanzata, Alex Vause a trasportare droga. Qualcuno dice che è più bella di House of Cards. Esagera, ma merita.

«Shameless»

Se avete sempre pensato che le famiglie perfette da Mulino Bianco non esistono, ecco… guardate Shameless e le vicende dei Gallagher che vivono nello squallido sobborgo di South Side, a Chicago: padre alcolizzato, madre scappata di casa e sei figli che tentano di andare avanti. Nonostante la loro vita sia un completo disastro in ogni episodio dimostreranno di sapersela cavare e soprattutto di volersi bene in modo pulito.

«Breaking Bad»

Incoronata come una delle migliori serie di tutti i tempi, Breaking Bad racconta la storia di Walter White, un anonimo insegnante di Albuquerque che decide di darsi al crimine quando scopre di essere affetto da una grave malattia. Così, comincia a “cucinare” metanfetamina, sfruttando le conoscenze di chimico, insieme ad un ex studente, Jesse.

«Revenge»

Liberamente ispirata al romanzo di Alezandre Dumas, “Il Conte di Montecristo”, Revege è una di quelle serie che quando finisce ti lascia l’amaro in bocca. È la storia di Amanda Clark, che assume l’identità di Emily Thorne per vendicare il padre David Clarke, accusato ingiustamente di aver partecipato a un’azione terroristica. P.S. vi innamorerete di Nolan Ross.

All’elenco potete aggiungere Sense8, Collateral e Claws, un gioiellino. Un altro capolavoro, forse meno conosciuto, è Penny Dreadful, l’affascinante serie tv creata da John Logan e interpretata da Eva Green, Josh Hartnett e Timothy Dalton. E che dire di “Vikings”?



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