​Falsa sentenza di divorzio? A processo una pseudo avvocatessa leccese

La Procura di Lecce ha citato in giudizio un sedicente avvocato per esercizio abusivo della professione forense. La 49enne leccese, Paola Pittini, dovrà presentarsi il 7 luglio 2017 per l’inizio del processo: su di lei l’accusa di aver falsificato una sentenza di divorzio.

Una nuova, seppur presunta, falsa sentenza presentata al proprio cliente da un legale, che si sarebbe addirittura rivelato non abilitato all'esercizio della professione. La Procura di Lecce ha citato in giudizio uno pseudo avvocato ( già coinvolta in alte procedimenti penali ) per esercizio abusivo della professione forense, falsità materiale commessa da privato; ma anche da pubblico ufficiale, perché secondo l'accusa, la 49enne  leccese Paola Pittini avrebbe falsificato le firme del cancelliere e del Presidente del Tribunale di Brindisi.

La donna dovrà presentarsi in data 7 luglio 2017 presso il Tribunale di Lecce per l'inizio del processo. In quella data, i futuri sposi  vittime del raggiro, si costituiranno parte civile con gli avvocati Marco Elia e Marco Masi. Invece, l'imputata è assistita dall'avvocato Benedetto Scippa.
 
L'avvocatessa aveva ricevuto nell'aprile del 2012, un mandato da un 42enne brindisino per istruire la pratica di divorzio dalla ex coniuge, innanzi al Tribunale Civile di Brindisi. Il sostituto procuratore Angela Rotondano ritiene che il legale abbia prodotto una falsa sentenza di divorzio nella causa civile (di fatto inesistente) presso il Palazzo di Giustizia, ricevendo complessivamente 1400 euro quale compenso per l'opera professionale. Di questa somma, 1000 euro tramite bonifico bancario, da versare sul conto di una collaboratrice della Pittini, e 400 euro in contanti.
 
Dopo aver pagato la parcella, il brindisino e la nuova compagna ( una 38enne della Provincia di Napoli ) avrebbero contattato più volte la Pittini per capire a che punto fosse la pratica e se potessero procedere con i preparativi del matrimonio. Il falso avvocato avrebbe rassicurato i futuri sposi sul buon esito del divorzio; essi avrebbero così fissato il nuovo matrimonio a dicembre 2014,dopo aver sostegno numerose spese.
 
Secondo la Procura, a due mesi  dal matrimonio, la Pittini avrebbe consegnato loro una sentenza di divorzio emessa dal tribunale di Brindisi. Ben presto, sarebbe emerso che non solo la sentenza era falsa, ma che addirittura non era mai stata avviata alcuna pratica di divorzio.
 
Le vittime del raggiro si sono rivolte all'ADOC Brindisi e hanno poi presentato una denuncia corredata da ricevute di bonifici, messaggi e telefonate con la pseudo avvocatessa.



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