​Violenza sessuale verso la ex convivente: condannato ex maresciallo dell’aeronautica

Il collegio giudicante ha tenuto conto della contestata recidiva ma anche dell’attenuante del parziale vizio di mente. I giudici hanno accordato anche 40mila euro di risarcimento del danno alla presunta vittima.

Arriva una nuova condanna per l'ex maresciallo dell'aeronautica Francesco Piccolo. Il collegio della prima sezione penale (Presidente Gabriele Perna) ha inflitto una pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione al 39enne di Lecce, per i reati continuati di violenza sessuale, stalking, maltrattamenti contro i familiari, lesioni personali e sequestro di persona. L'imputato è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Il collegio giudicante ha tenuto conto della contestata recidiva, ma anche dell'attenuante del parziale vizio di mente e ha disposto che Piccolo, una volta espiati i primi due anni della pena, sia sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata
  
I giudici hanno accordato anche 40mila euro di risarcimento del danno alla presunta vittima e 15mila euro al padre del bambino (avuto dalla donna in una precedente relazione), che si sono costituiti parte civile con l'avvocato Luigi Mobilia del Foro di Messina.
  
Piccolo è stato, invece, assolto "perché il fatto non sussiste" dall'accusa di violenza sessuale ai danni del figlio della convivente.  Il 40enne era accusato di aver abusato del minore (7 anni all'epoca dei fatti) mentre si faceva la doccia, attraverso "toccatine" nelle parti intime, minacciandolo di non rivelare nulla per non subire del male.   
  
Nel corso della discussione in aula, il pubblico ministero aveva invocato una condanna a 12 anni. Invece, i difensori di Piccolo – Vincenzo Matranga e Fabio Lazari – avevano chiesto l'assoluzione per i presunti abusi ai danni del minore, accolta dai giudici, poiché nell'ambito dell'incidente probatorio sarebbero emerse una serie di contraddizioni. In merito alla violenza sessuale nei confronti della convivente, gli avvocati ritengono tardiva ed inattendibile la denuncia sporta dalla donna. 
  
L'inchiesta condotta dal pubblico ministero Stefania Mininni ha fatto luce su alcuni episodi di violenza avvenuti alla fine del 2013 a Lecce e in un paese della Calabria. Fu la sua ex convivente, originaria della provincia di Cosenza, a sporgere denuncia presso i carabinieri della Stazione di Santa Rosa. Piccolo che viveva con lei dopo averla conosciuta a Lecce l'avrebbe costretta a subire atti sessuali anche completi. Inoltre, l'avrebbe perseguitata con insistenti chiamate o recandosi direttamente a casa sua, per costringerla a riprendere la relazione con lui e tornare a vivere assieme. In altre occasioni l'avrebbe tenuta chiusa in casa, assieme ai figli minori. Non solo, poiché più volte, l'avrebbe colpita con calci e pugni o rivolgendole ingiurie del tipo "Se mi denunci e vado in galera, quando esco ammazzo te e i tuoi figli". In una circostanza, Piccolo avrebbe picchiato anche i figli con il bastone della tenda.
  
Piccolo era stato già condannato in un altro processo a 9 anni con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un'altra donna. Proprio nella giornata di ieri, si è svolto l' Appello. La Corte, sezione promiscua, ha confermato la condanna a 9 anni di reclusione per il 39enne di Lecce, maturata in primo grado, per i reati continuati di violenza sessuale e stalking, minacce e maltrattamenti contro familiari. I giudici di primo grado hanno anche confermato i 30mila euro di risarcimento del danno alla presunta vittima e 5mila euro alla madre ed al padre di quest'ultima. Essi si sono costituiti parte civile con l'avvocato Rocco Rizzello.  
  
I difensori di Piccolo, gli avvocati Matranga e Lazari hanno chiesto l'assoluzione, presentando anche una perizia sul l'incapacità d'intendere e di volere dell'imputato. Inoltre, hanno sottolineato  come la presunta vittima, così come alcuni suoi parenti,  gli chiedessero dei soldi e nel momento in cui Piccolo decise di non dargli più denaro, la sua ex avrebbe cambiato atteggiamento nei suoi confronti. Avrebbe quindi sporto denuncia, dando il via alle indagini degli inquirenti.
 
L'inchiesta condotta dal pubblico ministero Stefania Mininni ha fatto luce su alcuni episodi di violenza avvenuti tra luglio e novembre del 2014. Anzitutto Piccolo avrebbe costretto la sua ex convivente a subire atti sessuali anche completi. Inoltre, l'avrebbe perseguitata con insistenti chiamate o recandosi direttamente a casa sua. Non solo nei suoi confronti ma anche dei familiari, per costringerla a riprendere la relazione con lui e tornare a vivere assieme.



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