Aggredì in stazione un cittadino rumeno mandandolo in coma al ‘Fazzi’, in manette montenegrino 37enne

L’arresto a opera degli agenti della Squadra Mobile di Lecce in stretta sinergia con i colleghi della Polfer. L’autore del gesto risponde del reato di lesioni gravissime. Ancora critiche le condizioni della vittima.

È un cittadino montenegrino di 37 anni, Halil Berisa, l’autore dell’aggressione nei pressi della stazione di Lecce che, nella serata dello scorso 23 maggio, ha portato al ferimento di un cittadino rumeno di 43 anni, attualmente ricoverato in gravissime condizioni presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
  
L’uomo è stato arrestato nella tarda mattinata di ieri dagli agenti di Polizia nella zona di Via Miglietta-Torre del Parco e, di comune accordo con il Pubblico Ministero di turno Carmen Ruggiero e la titolare dell’inchiesta, Maria Vallefuoco, sottoposto a fermo giudiziario e tradotto presso il carcere di “Borgo San Nicola”. Il 37enne risponde del reato di lesioni gravissime.
  
Un’indagine condotta con metodi tradizionali quella messa in atto dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo, diretti dal Vicequestore aggiunto Alberto Somma in stretta sinergia con i colleghi della Polizia ferroviaria coordinati di dall’Ispettore capo Panico.
  
A consentire l’arresto dell’uomo due elementi fondamentali, le testimonianze raccolte da chi ha assistito alla colluttazione e il setacciamento continuo, da parte degli inquirenti, dei luoghi frequentati da Berisa.
  
Dalle deposizioni raccolte sembrerebbe che i due, entrambi senza fissa dimora e che si procuravano da vivere facendo i parcheggiatori abusivi, abbiano dato vita a un breve, ma violento litigio, al termine del quale il montenegrino ha spinto e dato un pugno al rumeno che ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra sbattendo violentemente la testa. Halil Berisa, resosi immediatamente conto della gravità del gesto si è poi dato a repentina fuga facendo perdere le proprie tracce.
  
Trasportato in ospedale la vittima, è stata sottoposta immediatamente a un delicato intervento chirurgico alla testa (riuscito sotto il profilo medico), nonostante ciò le condizioni dell’uomo rimangono gravissime.
  
Le attività di rintraccio connesse all’aggressione sono proseguite ininterrottamente per giorni, in tutti i luoghi solitamente frequentati da Berisa, il quale, sapendo di essere braccato, ha preferito nascondersi; la costanza e la professionalità degli agenti ha però consentito di individuare il luogo in cui si sarebbe dovuto recare e lì è scattato l’arresto.
  
Al momento dell’arresto il cittadino del Montenegro non ha opposto resistenza, anche perché non in buone condizioni di salute, parla bene l’italiano ed è in possesso di un permesso di soggiorno scaduto, ecco perché, gli agenti della Questura sono al lavoro per attivare eventuali provvedimenti di natura amministrativa.



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