“Antiracket Salento”: una condanna e due assoluzioni nel processo con rito abbreviato

Intanto prosegue il processo ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale. Sul banco degli imputati compaiono 23 persone

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Una condanna e due assoluzioni al termine del processo con rito abbreviato, relativo alla inchiesta Antiracket Salento.

Il gup Alcide Maritati ha ritenuto l’avvocato V. F., 39enne di Lecce, colpevole dei reati di associazione per delinquere e truffa aggravata, disponendo la pena di 2 anni. È stata però accordata la sospensione della pena e la non menzione della condanna. Sono state anche accolte le attenuanti generiche, prevalenti sulle contestate aggravanti.

Il dr. Maritati ha, invece, riqualificato il reato di falso ideologico, in falso in scrittura privata, disponendo l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.

Inoltre, il giudice ha disposto il risarcimento del danno da quantificarsi in separata sede, a favore dell’Associazione Antiracket di Taranto.

L’avvocato Paolo D’Amico, difensore di V. F., invece, ha sottolineato l’estraneità dell’imputato dalla compagine associativa. Riguardo l’accusa di truffa aggravata, invece, il legale ha sostenuto come il disciplinare d’incarico di V. F., dimostri che era impiegato realmente e non fittiziamente presso l’associazione.

Secondo la Procura, invece, l’avvocato leccese era “partecipe” dell’associazione per delinquere, e coadiuvava Maria Antonietta Gualtieri, 63 anni, di Lecce, Presidente dell’associazione Antiracket Salento, nelle false rendicontazioni del personale impiegato presso gli sportelli.

In una precedente udienza, i pubblici ministeri Roberta Licci e Massimiliano Carducci avevano invocato la condanna a 3 anni nei confronti di V. F.

Il gup ha assolto “perché il fatto non sussiste” Salvatore Laudisa, 53 anni, di Lecce.

L’avvocato Luigi Covella, difensore di Salvatore Laudisa, ha sostenuto come la condotta del proprio assiStito, in qualità di Dirigente dell’Ufficio Ragioneria del Comune di Lecce, fosse legittima, chiedendone l’assoluzione. L’imputato rispondeva di peculato, in concorso con Giuseppe Naccarelli, Pasquale Gorgoni, Attilio Monosi, Giancarlo Saracino e Paolo Rollo.

La Procura contesta questa ipotesi di reato in relazione ai lavori di ristrutturazione della sede di Lecce dell’associazione Antiracket, affidati alla ditta Saracino e aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi.

Inoltre, il giudice Maritati ha assolto, “perché il fatto non costituisce reato”, Cristian Colella, 44 anni, avvocato di Brindisi. Anche in questo caso, è stato riqualificato il reato di falso ideologico, in falso in scrittura privata.

Il legale Paolo D’Amico ha chiesto l’assoluzione per Colella. Secondo l’accusa, egli avrebbe fatto parte di una commissione esaminatrice all’interno dell’associazione Antiracket Salento, in realtà mai riunitasi, come sostiene la difesa. La Procura aveva invece invocato la condanna ad 8 mesi.

Intanto, prosegue il processo ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale. Sul banco degli imputati, occorre ricordare, compaiono ventitré persone.

Il Comune di Lecce si è costituito parte civile nella prima udienza.



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