Era accusato di aver ‘esasperato’ la compagna, portandola al suicidio. Assolto un 42enne di Trepuzzi

Angelo Quarta è stato assolto al termine del processo con rito abbreviato. Secondo il Giudice, il suicidio di Giovanna Trofino è maturato indipendentemente dal comportamento del compagno.

Il compagno della donna che si tolse la vita tre anni fa, lanciandosi dal balcone non è responsabile del suo suicidio.

Il gup Vincenzo Brancato ha assolto, “perché il fatto non sussiste” Angelo Quarta, 42enne di Trepuzzi, al termine del processo con rito abbreviato. Accolta, dunque, la tesi difensiva dell’avvocato Marco Pezzuto, difensore di Quarta, che ha sostenuto come il suicidio di Giovanna Trofino fosse maturato indipendentemente dal comportamento del compagno.

In una precedente udienza, il Pubblico Ministero Donatina Buffelli aveva chiesto la condanna ad 1 anno e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia, escludendo l’aggravante dell’evento morte.

L’inchiesta

Nei mesi scorsi, il gip Carlo Cazzella ha ordinato l’imputazione coatta per il 42enne trepuzzino. La decisione è maturata con l’accoglimento dell’opposizione all’archiviazione, presentata dagli avvocati Pierpaolo Schiattone e Giovanni Carmine Miglietta, avvocati di parte civile assieme ai colleghi Gaetano Stea e Mina Greco.

I legali dei familiari della vittima, 39enne, hanno evidenziato una serie di atteggiamenti vessatori da parte di Quarta, Tali comportamenti avrebbero esasperato la compagna, fino a portarla alla decisione di togliersi la vita.

La Trofino, inoltre, in precedenza si sarebbe sfogata su Facebook, esternando tutto il dolore e la rabbia che provava nei confronti del “suo” uomo, che la maltrattava continuamente. Questi documenti, sono stati sbobinati dall’ingegnere informatico Luigina Quarta, dopo essere stati trovati dagli investigatori, nella memoria del computer della donna.

Invece, il Pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento a pochi giorni dal suicidio, poi avallata dal gip. Successivamente, vi fu una nuova denuncia dei familiari della Trofino. La Procura stabilì la riapertura delle indagini, condotte dai Carabinieri di Campi Salentina, e venne indagato Quarta con l’accusa di “istigazione al suicidio”. Al termine dell’inchiesta, vi fu una nuova richiesta di archivazione.

La tragedia

La tragedia si consumò la sera del 3 giugno del 2014, poco dopo le 22.30 in via Marconi, a Trepuzzi. Dopo aver rovesciato vari oggetti posizionati sul tavolo della cucina, Giovanna Trofino raggiunse il balcone che si affacciava sul cortile interno della propria casa e si lanciò nel vuoto da un’altezza di nove metri. Per la donna non ci fu nulla da fare, nonostante lo stesso uomo che poi risulterà indagato si fosse precipitato in cortile per chiamare i soccorsi.


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