Atti di violenza contro i piccoli scolari: inizia il processo nei confronti di un maestro in pensione

Nei giorni scorsi dinanzi al giudice monocratico è iniziata l’istruttoria, in cui compare il 67enne Osvaldo Siciliano che risponde delle accuse di ‘abuso dei mezzi di correzione’ e ‘percosse’. I presunti episodi sarebbero avvenuti nella Scuola Elementare di Morciano di Leuca.

Avrebbe utilizzato metodi violenti contro i propri piccoli scolari e un maestro in pensione, già in servizio presso la Scuola Elementare di Morciano di Leuca, è finito sotto processo. Nei giorni scorsi dinanzi al giudice monocratico Maddalena Torelli è iniziata l’istruttoria ed il 67enne morcianese Osvaldo Siciliano, difeso dagli avvocati Giuseppe Fersini e Giuseppe Picci, deve rispondere delle accuse di "abuso dei mezzi di correzione" e "percosse".

I genitori del bambino si sono costituiti parte civile e attraverso il loro difensore, l'avvocato Giovanni Chiffi, hanno avanzato una richiesta di risarcimento di 13 mila euro.

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2010 ed il  2012 e gli investigatori avrebbero ricostruito la vicenda, grazie alla testimonianza di un giovane alunno che per un certo periodo, aveva anche smesso di frequentare la scuola.

Gli episodi contestati al maestro di Morciano sarebbero tre. Il primo risale all'anno scolastico 2010/11, quando lo studente frequenta la terza elementare: durante la lezione, Siciliano avrebbe sbattuto ripetutamente la testa dell’allievo contro il muro della classe. Ci sarebbero, poi, due altri casi: uno schiaffo rifilato al ragazzino che perse anche sangue dal labbro, durante l’anno scolastico successivo ed infine il colpo al collo del piccolo alunno, in quinta elementare, con una specie di mossa di Karate, per una parolaccia rivolta ad una sua compagna di classe. Quest'ultimo episodio sarebbe avvenuto durante l'ora di supplenza e fu proprio la supplente a riferire agli investigatori che Siciliano, all'epoca vice preside, si rese protagonista di questa mossa di arte marziale. Il ragazzo, in seguito a quest'ultimo episodio, rientra a casa dolorante, ma dice di essersi fatto male da solo. La madre, però, non gli crede e decide di parlare con i genitori dei compagni di classe, da cui emerge un’altra ricostruzione dell’accaduto.

I genitori del ragazzo decidono di presentare una denuncia presso gli uffici del Commissariato di Taurisano.

Nel corso delle indagini preliminari, il sostituto procuratore Stefania Mininni ottiene dal gip Antonia Martalò di poter sentire lo studente attraverso l’incidente probatorio. Nel corso dell’ascolto protetto il ragazzino conferma l’episodio, rivelando gli episodi di maltrattamento, consumatisi negli anni scolastici precedenti. Il piccolo scolaro racconta anche di presunte violenze subite da alcuni suoi compagni di classe. A tal proposito, sono stati sentiti anche i genitori degli altri alunni, che pur non sporgendo denuncia, hanno in qualche modo confermato le presunte violenze. Gli altri docenti (ad esclusione della supplente sopracitata), invece, hanno affermato di non essersi accorti dei comportamenti violenti del collega.

La prossima udienza è stata fissata per il 26 gennaio, quando verranno ascoltati i teste dell'accusa.



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