‘C’è un pistolero in via Trinchese’, ma con armi giocattolo: denunciato per procurato allarme

Alcuni passanti avevano segnalato alla Questura un giovane vestito con pantaloni marroni e camicia beige aggirarsi in via Trinchese con un cinturone. Dentro c’erano delle semplici pistole giocattolo, ma nel frattempo un 30enne tarantino è stato denunciato per procurato allarme.

Con ogni probabilità del caso, non voleva fare nulla di male. Anzi, sicuramente non aveva cattive intenzioni. Ma la legge è uguale per tutti ed un giovane 30enne, originario di Taranto, ha ricevuto una denuncia in stato di libertà per il reato di “procurato allarme”. La motivazione? L’esser andato in giro lungo via Trinchese – nei pressi dell’intersezione con via Cavallotti – con due pistole giocattolo. Nel dettaglio, ieri stava indossando a tracolla una cintura avente due fondine. Dentro, appunto, le “armi” che, a distanza, non era possibile riconoscere come vere o false. Sarebbe stato questo il particolare che ha allarmato un operatore della Polizia Municipale. Peraltro – stando a quanto comunicatoci dalla Polizia leccese nella nota che riassume l’episodio – pare che diversi cittadini avessero segnalato la presesenza di due giovani appiedati, uno dei quali vestito con pantaloni marroni e camicia beige (quasi a voler emulare un cowboy).
 
Sul posto, dunque, la volante è intervenuta per fermare il ragazzo, bloccandolo per sequestrargli quanto in suo possesso. Soltanto allora gli agenti hanno potuto accertare che le pistole fossero finte (una di tipo semiautomatico, color grigio metallizzato, con impugnatura di colore nero e una linguetta rossa all’interno della canna ma visibile solo da vicino; mentre l’altra di colore nero, del tipo semiautomatico, era priva di tappo rosso). Lui, resosi conto dell’equivoco, ha subito confermato che si  trattava di semplici giocattoli. Al momento si trovava in compagnia di un’amica e a Lecce nel primo pomeriggio per assistere ad un evento musicale in maschera.
 
Considerato l’orario e la presenza in via Trinchese di numerose persone, il fermato – come anticipato in apertura d’articolo – si è preso la denuncia con l’accusa (da cui ora dovrà difendersi) in per “procurato allarme”,  mentre invece le pistole giocattolo, complete della cintura, ora risultano sottoposte a sequestro.
 
A qualcuno, forse, potrebbe sembrare esagerato un provvedimento del genere. Ma del resto, di questi tempi, la prudenza non è mai troppa e pure la minima avvisaglia tende ad incutere timore nelle persone. 



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