Calcestruzzo e rifiuti in un bacino naturale di Sant’Isidoro. Sigilli e un deferimento

I lavori abusivi sono stati effettuati nello specchio d’acqua di un bacino dell’area marina protetta. L’operazione è stata eseguita dagli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Lecce che hanno sequestrato i manufatti e deferito un uomo di Copertino.

Un’ area di particolare pregio paesaggistico e valore ambientale – come molti nel nostro bel Salento – sfregiata da lavori abusivi. Il tutto questa volta all’interno del bacino nella marina di Sant’Isidoro.

Accade che durante un regolare servizio, gli uomini del Nucleo Investigativo NIPAF di Lecce in località “Sant’Isidoro” del Comune di Nardò, hanno notato che erano in corso lavori di movimento e apporto di materiale inerte intorno agli argini di un bacino idrico artificiale.
 
Agli occhi degli agenti decine di manufatti in calcestruzzo armato, impiegati in passato nell’attività di pescicoltura, erano stati prelevati dall’interno dello specchio d’acqua e posati su di un’area attigua. È apparso, inoltre, rimosso un pontile in calcestruzzo che impediva l’ingresso di natanti all’interno del bacino.
 
Da successive e inevitabili verifiche è emerso che all’interno del cantiere erano state stoccate ingenti quantità di rifiuti di vario genere, oltre che una grande quantità di materiale inerte che, per tipologia e aspetto, si presume provenire dal fondo marino del bacino.

I lavori effettuati all’interno dell’area protetta, erano in assenza di titoli autorizzativi e pertanto completamente abusivi, oltre che invasivi tanto da modificare lo stato dei luoghi dell’area soggetta a vincolo paesaggistico, idrogeologico e ricadente in Area Marina Protetta denominata “Porto Cesareo”. Immediato il sequestro preventivo di iniziativa degli operanti e il deferimento all’Autorità Giudiziaria, dell’Amministratore Unico della società, un copertinese di 48 anni.

 



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