Camion scaricano fanghi nei terreni agricoli, i cittadini chiamano il Noe

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce, con la collaborazione della Polizia Locale di Melendugno, hanno effettuato alcuni controlli in località ‘Masseria Epifani’, dopo la segnalazione di alcuni cittadini.

Ancora una volta chapeau agli attenti cittadini a cui non è sfuggito quello strano andirivieni di mezzi pesanti che, una volta giunti alla periferia di Melendugno, in località Masseria Epifani, procedevano con lo scarico di fanghi. Non è la prima volta, infatti, che grazie alle segnalazioni giunte ai centralini delle forze dell’ordine si  portano alla luce
 
Così, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce, comandati dal maggiore Nicola Candido insieme agli agenti della Polizia locale si sono recati sul posto indicato per effettuare un servizio di controllo ambientale, finalizzato in questo caso, a verificare se fosse o meno corretto l’uso di questi fanghi, risultati provenire da impianti di depurazione della provincia di Lecce, in agricoltura.
 
È partito così il consueto iter seguito in questi casi.  Dopo aver acquisito la documentazione presso gli uffici comunali (da cui, peraltro, era partita una ulteriore segnalazione al Noe del capoluogo barocco) ed aver svolto un accurato sopralluogo sul terreno, i militari e gli agenti di polizia hanno deciso di sottoporre a sequestro preventivo d’urgenza 24 ettari di terreni agricoli sui quali, nel periodo tra il 7 e il 21 febbraio, erano state prima depositate e poi sparse diverse tonnellate di fanghi di depurazione (in corso di quantificazione), contestando la violazione della normativa sull’impiego agronomico. In particolare, stando agli investigatori, non sarebbe stata osservata la fascia di rispetto dai pozzi d’acqua, in uso ad abitazioni e aziende agricole.
 
Al momento sono al vaglio della Procura della Repubblica di Lecce le posizioni del legale rappresentante della ditta che ha effettuato lo spargimento dei fanghi di depurazione e quella del conduttore dei terreni agricoli. Le ipotesi di reato contestate sono: deposito incontrollato e smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi sul suolo e nel sottosuolo.
 
Il valore complessivo dei terreni sequestrati è pari a circa 150mila euro.
 
Il Noe, dopo aver informato l’autorità giudiziaria e il Comune, proseguirà nell’approfondimento d alcuni aspetti dell’indagine che devono essere ancora chiariti. Tra l’altro, sono ancora in corso le indagini su un sequestro analogo svolto a febbraio a Scorrano, in località “Masseria Nacrilli”, per il quale la Procura ha emesso il provvedimento di convalida.



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