Avrebbe picchiato un compagno e lo avrebbe usato come cancellino: chiesta la ‘messa alla prova’

Il giudice ha rinviato, all’11 marzo prossimo chiedendo, prima di valutare la richiesta della difesa, una sorta di conciliazione tra le parti. Dunque, un confronto tra i due studenti sulla tanto chiacchierata vicenda.

La difesa del giovane studente, accusato di atti di bullismo nei confronti di un compagno di classe, chiede la “messa alla prova”.

In mattinata, dinanzi al gup Lucia Rabboni del Tribunale dei Minorenni, si è tenuta l’udienza preliminare. Gli avvocati Cristian Gabellone e Marco Elia, legali del 17enne di Salice Salentino, oggi in aula, hanno già preparato l’istanza. Era presente anche la presunta vittima, assistita dagli avvocati Giovanni Montagna e Giorgio Pasca. Il pubblico ministero Imerio Tramis della Procura dei Minori ha dato il proprio eventuale assenso. Il giudice ha rinviato, però, all’11 marzo prossimo chiedendo, prima di valutare la richiesta della difesa, una sorta di conciliazione tra le parti. Dunque, un confronto tra i due studenti sulla tanto chiacchierata vicenda.

In quella data ( dopo l’incontro richiesto), il giudice stabilirà se esaminare la “messa alla prova”, un “programma di trattamento” di concerto con i servizi sociali (ad esempio attività di pubblica utilità), per consentire la sospensione del processo e l’eventuale estinzione del reato, nel caso in cui il “percorso” intrapreso dal ragazzo, dovesse andare a buon fine. Il gup potrebbe anche optare per il proscioglimento dello studente o rinviarlo a giudizio, in vista di un processo.

Il 17enne risponde, secondo la Procura, delle ipotesi di reato di percosse e atti persecutori. Il pm ritiene, infatti, che il ragazzo fosse consapevole degli “atteggiamenti prevaricatori” verso il compagno di classe.

Il giovane studente, ascoltato durante le indagini, ha chiarito la propria posizione, sottolineando come non vi sia stato mai alcun atto di bullismo nei confronti del coetaneo. Il giovane, assieme ad altri compagni (non indagati), avrebbe partecipato ad un gioco di cui era a conoscenza anche la presunta vittima. Inoltre, ritiene la difesa, non vi sarebbe alcuna prova del fatto, che lo studente fosse stato preso a calci e pugni. I ragazzi avrebbero semplicemente “mimato” il gesto e lo scherzo sarebbe stato poi filmato da un compagno di classe (anche in questa caso, d’accordo con lo studente immortalato dietro la lavagna).

L’inchiesta

Anche la presunta vittima di bullismo, un 17enne dell’istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” di Lecce, è stato sentito alla fine di aprile. Il ragazzo ha risposto alle domande del magistrato inquirente, confermando le accuse.

Nel mese di aprile è stata aperta un’inchiesta. La vicenda, dal grande clamore mediatico, è venuta fuori, attraverso un video realizzato da un compagno di classe della presunta vittima di bullismo, poi consegnato alla madre del ragazzo.

Fino a quel momento, il 17enne avrebbe nascosto i lividi delle umiliazioni subite, trovando delle scuse per quelle piccole ferite su braccia e gambe che si era “procurato in palestra”, almeno così diceva.

Non ci sarebbe solo l’episodio immortalato con lo smartphone. Il ragazzo, in base a quanto denunciato nell’esposto, sarebbe anche stato usato come “cancellino” umano per pulire la lavagna con la maglietta. Anche questo fatto sarebbe stato ripreso in un breve filmato.


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