Cassazione annulla con rinvio i domiciliari per Monosi, Gorgoni, Torricelli: Riesame da rifare

Gli “ermellini” hanno accolto il ricorso presentato dalla difesa. Rimane in piedi la misura degli arresti domiciliari, fino al nuovo giudizio.

La Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza del Riesame per Monosi, Torricelli e Gorgoni, indagati nell’inchiesta “case popolari”.

Gli “ermellini” hanno dunque accolto il ricorso presentato dalla difesa che aveva impugnato il provvedimento. Dunque, si dovrà rifare a breve l’udienza con una nuova composizione collegiale.

Attilio Monosi è assistito dagli avvocati Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella. Antonio Torricelli è difeso da Luigi Covella. Stesso discorso per Pasquale Gorgoni, difeso dal legale Amilcare Tana. Ad ogni modo rimane in piedi la misura dei domiciliari, fino al nuovo giudizio.

Inoltre, la Cassazione ha annullato con rinvio la misura interdittiva per 1 anno nei confronti di Paolo Rollo, dirigente pro tempore dell’Ufficio Patrimonio. Anche in questo caso, l’udienza del Riesame andrà rifatta. È assistito dal legale Stefano De Francesco.

L’inchiesta

Dagli atti, emergerebbe l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, di cui Attilio Monosi sarebbe il capo promotore ed ideatore a dare “veste legale alle assegnazioni degli alloggi parcheggio di proprietà comunale”.

In particolare, l’ex Assessore all’edilizia residenziale organizzava le illecite assegnazioni di immobili confiscati alla mafia ed assegnati al Comune di Lecce, in cambio di utilità elettorali con il supporto dei dirigenti dell’Ufficio Casa e di Pasquale Gorgoni, coordinatore dell’Ufficio patrimonio.

Vi è poi il ruolo di Antonio Torricelli, vicepresidente del Consiglio Comunale, che forniva l’apporto indispensabile per la realizzazione di iniziative strumentali, quali l’approvazione del regolamento n. 40/13, che permetteva la creazione di una graduatoria parallela a quella ufficiale (nella regolamentazione delle case parcheggio), rafforzando il controllo del bacino elettorale.

Le accuse sono, a vario titolo ed in diversa misura, di associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso.



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