Comune di Maglie, il mistero continua: dopo le cimici trovata una microcamera nascosta in un pendolo

Dopo le microspie trovate nella stanza del Sindaco di Maglie il primo cittadino Ernesto Toma comunica un altro ritrovamento, una microcamera nascosta in un pendolo. L’episodio, dice, mi inquieta non poco.

Era il 14 aprile quando la notizia della scoperta di due microspie nascoste nella stanza del Sindaco di Maglie, aveva spinto il primo cittadino Ernesto Toma a bussare alla porta dei Carabinieri della locale Compagnia, guidati dal capitano Giorgio Antonielli, per raccontare l’accaduto. Un ritrovamento “inquietante”, avvenuto per caso durante i lavori per l’istallazione della Fibra negli uffici del Municipio. È così che i tecnici si sono imbattuti nei dispositivi solitamente usati nelle intercettazioni. Un episodio che, purtroppo, non è rimasto isolato come raccontato dallo stesso Toma.

Trovata una microcamera nascosta in un pendolo

Pochi mesi dopo, il Sindaco ha dovuto fare i conti con un’altra scoperta: una microcamera, collegata a due sim, nascosta in un pendolo. Non sembra il gesto di un esperto (sempre che ad agire sia stata una sola persona) sia per la “qualità” dei dispositivi trovati, datati e non di ultima generazione, sia per il lavoro, un po’ rozzo. Chi ha piazzato la microcamera, infatti, ha praticato un foro sul quadrante all’altezza delle 12, rovinando in un modo serio un orologio di pregevole fattura.  È tutto scritto, nero su bianco, in un comunicato firmato dal primo cittadino.

«Dopo il ritrovamento, denunciato il 14 aprile scorso, delle due microspie nella mia stanza di sindaco dichiarai che ero sereno e tranquillo. Lo sono anche oggi, dopo il ritrovamento un’ulteriore apparecchiatura di captazione e cioè di una microcamera collegata a due SIM. L’episodio mi inquieta non poco, non per ciò che ha voluto o potuto riprendere, ma perché il non sapere chi ha voluto spiare le mie conversazioni sia in forma audio sia in forma video mi crea grande disagio e quindi apre, anche involontariamente, tanti scenari che gettano sospetti su chiunque» si legge nella nota.

«Inutile fare giri di parole, quanto da me accertato, anche attraverso tecnici professionisti (il Comune di Maglie per il tramite del Comando dei Vigili Urbani ha dato incarico alla società King Store), mi fa ritenere che si tratti di apparecchiature non di nuovissima tecnologia – sia le cimici sia la telecamerina sono datate e di grossolana fattura, ma funzionati e pronte all’uso – quindi tutte le ipotesi restano in piedi: da quella giudiziaria (che a questo punto sarebbe auspicabile e mi tranquillizzerebbe) a quella politica, con il rischio che notizie e valutazioni personali e amministrative compiute della mia Giunta, anche in materie molto delicate, siano diventate o diventino di pubblico dominio».

Violata la privacy dei cittadini in difficoltà

«Mi rammarica maggiormente che molti colloqui privati con cittadini magliesi disagiati o in grande difficoltà economica e sociale possano essere stati visti e ascoltati. Una violazione non solo della democrazia, ma anche della privacy, qualora non autorizzata!»

«Infine, c’è un altro aspetto che maggiormente mi addolora: chi ha piazzato il congegno ha danneggiato un antico pendolo che si trova nella mia stanza, che poi è anche quella dove si riunisce la giunta. Un foro praticato sul quadrante all’altezza delle 12, il che dimostra anche la rozzezza delle persone che per installare la microcamera hanno addirittura rovinato un modo serio un orologio di pregevole fattura».

La denuncia

«Assistito dall’avvocato Luciano Ancora, ho prontamente denunciato tutto ai Carabinieri con l’auspicio che venga definitivamente e subito fatta chiarezza su chi ha pensato di fare della stanza del sindaco e della giunta la “casa del grande fratello”. Spero che in tempi rapidi questa brutta pagina venga chiusa per recuperare quella fiducia istituzionale, politica e civile necessaria per il funzionamento della mia Amministrazione».