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Ambulante senegalese minacciato e cacciato via dal mercato, assolti i due imputati dall’accusa di odio razziale

by A.C.
11 Febbraio 2026 16:16
in Cronaca
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Erano accusati di minacce di morte a sfondo razzista ad un ambulante, poi costretto ad abbandonare il posto al mercato dove lavorava legalmente. Al termine del processo, il giudice Andrea Giannone del tribunale di Lecce, ha assolto “perché il fatto non sussiste”: G. N., 63 anni di Campi Salentina ed F. E., 58 anni di Surbo. Sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Angelo Vetrugno e Alessandro Mariano.

Rispondevano delle ipotesi di reato violenza privata pluriaggravata per finalità di discriminazione e per odio etnico o razziale e lesioni personali aggravate.

La Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno.

I fatti risalgono al 3 ottobre del 2018. I due, secondo l’accusa, impedirono ad un commerciante ambulante senegalese di 70 anni, attraverso una serie di minacce dettate dall’odio razziale, di montare il proprio banco vendita presso il mercato settimanale di Novoli. Nonostante, tra le altre cose, non fossero titolari di alcun parcheggio.

Nello specifico, quel giorno F. E. per favorire G.N. e d’accordo con questi, già prima di arrivare alla zona del mercato, avrebbe cominciato ad aggredire verbalmente il “collega” straniero. Quest’ultimo aveva regolare titolo di “spuntista” (era regolarmente registrato nell’elenco degli esercenti assegnatari dei posteggi del Comune di Novoli) e non era intenzionato ad abbandonare il posto. Allora, F.E. avrebbe estratto un coltello a serramanico puntandoglielo tra il collo e la gola e provocandogli un graffio. Non solo, poiché rivolgendosi al senegalese, gli aveva intimato di inginocchiarsi al suo cospetto per chiedergli scusa, perché era lui a comandare lì.

Nel frattempo era scattata la solidarietà dei connazionali della vittima, che avevano allertato le forze dell’ordine. A quel punto sarebbe giunta prontamente la “risposta” del capannello di persone che si era formato attorno a loro per dare manforte all’aggressore. E addirittura qualcuno avrebbe esclamato: “Non puoi chiamare i Carabinieri perché sei nero, noi Italiani dobbiamo chiamare i Carabinieri”.

In quei frangenti sarebbe arrivato anche G. N. a sostegno di F. E. ed avrebbe rincarato la dose di minacce. “Non ti faccio più mettere piede a Novoli”. E poi: “Non sapete con chi avete a che fare”.

Intanto, giungevano sul posto i Carabinieri, ma nonostante la loro presenza, G.N. avrebbe continuato ad inveire contro l’ambulante sengalese, minacciando di ucciderlo entro la serata, costringendolo a lasciare il mercato. Non pago di avere ottenuto il proprio obiettivo, avrebbe infine “ostentato” pubblicamente il proprio razzismo, vantandosi di essersi comportato da italiano difendendo il proprio posto di lavoro dagli stranieri.

Le accuse sono cadute al termine del processo.

Tags: assoluzioniodio-razziale
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